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10 anni dal Bataclan: i sopravvissuti vivono con il ricordo degli attentati di Parigi

Arthur Denouveaux, sopravvissuto all'attacco terroristico del Bataclan, parla alla stampa nel 2022, dopo la condanna dell'unico terrorista sopravvissuto
Arthur Denouveaux, sopravvissuto all'attacco terroristico del Bataclan, parla alla stampa nel 2022, dopo la condanna dell'unico terrorista sopravvissuto Diritti d'autore  AP Photo
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Di Euronews Agenzie: AP
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Il 13 novembre 2015, terroristi islamici uccisero 130 persone nella sala concerti del Bataclan, in alcuni caffé e strade di Parigi. La città e i sopravvissuti si preparano al 10° anniversario dell'attacco

Il Bataclan e gli attacchi a Parigi del novembre 2015, insieme alla strage alla rivista satirica Charlie Hebdo l'anno precedente, hanno segnato un punto di svolta in Francia e in Europa.

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I dieci terroristi affiliati all'organizzazione terroristica jihadista, proclamatasi Stato Islamico - che uccisero 130 persone tra il Bataclan, diversi bar e incroci della capitale francese e allo Stade de France - riuscirono a scuotere nel profondo il senso di sicurezza degli europei.

"Ricordo chiaramente di avere visto il fuoco che usciva dalla canna del fucile. Ricordo di essermi sdraiato a terra e di aver visto il volto di una ragazza che guardava il terrorista ancora in piedi, immobile, e le persone che la afferravano e la gettavano a terra", dice a dieci anni da quel giorno Arthur Denouveaux, che oggi presidente l'associazione delle vittime Life for Paris.

"È stato un altro campanello d'allarme per me: devi andartene, devi correre il più lontano possibile. Poi ricordo di aver strisciato sui corpi. Credo che la maggior parte di essi non fosse morta, più che altro fingeva di esserlo, ma ricordo alcuni volti che", prosegue Denouveuax in un'intervista all'Associated Press, "ritengo fossero sicuramente morti. E sapete, mi ci sono voluti alcuni mesi per togliermelo dalla testa".

Da allora sono serviti tempo, medicine e l'affetto di un famiglia con tre figli per gestire lo stress post-traumatico (Ptsd).

"Mi ci è voluto un anno e molti farmaci per superare la fase critica della sindrome da stress post-traumatico, ma anche in seguito è tornata inaspettatamente e più spesso di quanto avrei voluto, come in metropolitana o durante i fuochi d'artificio quando sentivo odore di fumo", dice il presidente di Life for Paris.

"Sono molto cauto a riguardo perché non sono sicuro che la Ptsd possa essere completamente curata, credo che ci siano solo periodi più lunghi in cui non succede nulla".

I terroristi attaccarono la sala concerti di Parigi dove si stava tenendo un concerto degli Eagles of Death Metal davanti a 1500 persone. Morirono in 90, ma altre persone vennero uccise dal commando di terroristi che spararono e si fecero esplodere in strade e bar della capitale oltre che nei pressi dello Stade de France (dove c'erano 80mila spettatori per l'incontro Francia-Germania).

I feriti furono circa 400 e al bilancio dei deceduti si sono aggiunti due sopravvissuti che si sono tolti la vita in seguito. Del commando di terroristi rimangono Salah Abdeslam, che sta scontando l'ergastolo, e alcuni fiancheggiatori che hanno subito un processo e condanne penali.

"È il 10° anniversario e le emozioni e la tensione sono ovunque in noi sopravvissuti. In un certo senso, ci isola dal mondo perché siamo così concentrati sul dolore e sui morti che viviamo in una sorta di bolla", conclude Denouveaux.

"A partire dal 1° novembre, iniziamo a preoccuparci così tanto l'uno dell'altro che tutto il resto si confonde. Direi che la parte più difficile è il 14 novembre, quando dobbiamo tornare alla normalità e il dolore è ancora presente, ma il legame che ci unisce si sta allentando".

Giovedì il Comune di Parigi inaugurerà un parco pubblico in memoria delle vittime e dei sopravvissuti.

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