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Elezioni anticipate in Croazia, è scontro tra il presidente Milanovic e il premier Plenković

Il presidente della Croazia Zoran Milanovic
Il presidente della Croazia Zoran Milanovic Diritti d'autore Darko Bandic/Copyright 2018 The AP. All rights reserved
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Di Michela Morsa
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Il 17 aprile si voterà per rinnovare il Parlamento, sciolto il 15 marzo scorso come risposta alle proteste antigovernative. Milanovic e il suo partito all'opposizione accusano di corruzione l'attuale governo, Plenković risponde incolpando il presidente di violare la Costituzione

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Il prossimo 17 aprile si terranno le elezioni parlamentari anticipate in Croazia, dopo che il 15 marzo scorso è stato sciolto il Parlamento come risposta alle proteste antigovernative degli ultimi mesi. 

L'attuale e contestato primo ministro Andrej Plenković, del partito conservatore a capo della maggioranza Unione democratica croata, punta a ottenere un nuovo mandato,  diventando il primo politico a governare per tre volte nella storia della Croazia. 

Per il momento il suo partito, che in campagna elettorale punta sulla stabilità economica, è in vantaggio nei sondaggi, ma Plenković deve fare i conti con i pesanti attacchi dell'opposizione, guidata dal Partito socialdemocratico (Sdp) del presidente croato Zoran Milanovic, noto per la sua posizione critica nei confronti dell'Ue e dell'Ucraina.

Milanovic contro Plenković e il governo "di ladri"

Lo stesso capo di Stato è al centro della campagna elettorale con una feroce retorica e ha accusato più volte il governo uscente di corruzione, chiedendo di "cacciare dal potere i ladri e gli abusivi, e impedire che tornino al potere per molto tempo". Ha parlato di persone "assetate di potere e avide", che agiscono come "sanguisughe e parassiti" che si nutrono del "tessuto sano della nazione croata". Ha promesso che "fiumi di giustizia" scorreranno non appena sarà eletto primo ministro.

Milanovic, infatti, è sceso in campo poco dopo aver sciolto il governo annunciando che si sarebbe candidato lui stesso alla carica di primo ministro e sebbene la Corte costituzionale gli abbia vietato di candidarsi senza prima dimettersi da presidente, ha dichiarato che se il suo partito vincerà lui sarà eletto alla guida del governo pur non essendo il candidato ufficiale dell'Sdp. 

La campagna elettorale populista del presidente

Il presidente, come spiegano gli analisti politici, ha riconosciuto l'umore del Paese e ha adattato la sua retorica alla rabbia della classe media, indignata dal nepotismo e dalla corruzione che permeano la classe politica croata. 

L'opposizione sostiene che il governo ha nominato illegalmente il nuovo procuratore generale del Paese. I socialisti stanno anche conducendo una campagna popolare promettendo aumenti delle pensioni.

"Oltre al cambio del Procuratore di Stato Turudić e al cambio della Lex AP [una legge restrittiva della libertà di stampa, ndr], la nostra misura principale nella nostra prima settimana sarà il cambiamento della modalità di armonizzazione delle pensioni. Inoltre, nel primo emendamento al bilancio introdurremo un aumento delle pensioni in modo da restituire ai pensionati tutto ciò che Plenković ha tolto loro negli ultimi quattro anni", ha dichiarato il presidente dell'Sdp Peđa Grbin. 

Plenković accusa Milanovic di atteggiamento dittatoriale

Plenković, conservatore europeista, guida la Croazia dal 2016 e ha sempre respinto le accuse di corruzione. Ha anche negato le affermazioni secondo cui avrebbe portato il Paese in guerra al fianco dell'Ucraina. Le tensioni con Milanovic risalgono infatti all'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, con il presidente che ha spesso criticato gli sforzi dell'Unione europea e della Nato per aiutare Kiev. 

Dal canto suo, il primo ministro uscente ha criticato duramente Milanovic per il suo comportamento, giudicato in netto contrasto con tutti i principi etici e legali, persino dittatoriale. Plenković ha anche criticato la decisione di fissare le elezioni in un giorno infrasettimanale, una scelta dannosa per l'economia del Paese. 

"È il leader non solo della violazione della Costituzione, ma anche dei principi generali e fondamentali dell'ordine costituzionale", ha detto lunedì il premier. "Ed è per questo - ha aggiunto -che il 17 aprile il popolo croato dirà ai suoi scagnozzi che resteranno all'opposizione per altri quattro anni e lo manderemo sulla strada dell'irrilevanza politica. Perché una simile disgrazia per la Croazia, sia interna che esterna, non l'abbiamo mai vissuta prima. Purtroppo lo sanno tutti, e all'estero la gente sgrana gli occhi". 

Le proteste antigovernative e lo scioglimento del Parlamento

A portare allo scioglimento del Parlamento è stata la richiesta formale presentata da undici partiti di opposizione, guidati dall'Sdp e dal partito ambientalista di sinistra Mozemo!, come risposta alle proteste antigovernative. 

La mobilitazione era cominciata a febbraio, quando la maggioranza parlamentare aveva nominato come nuovo procuratore generale l’ex giudice Ivan Turudić, considerato vicino a vari personaggi accusati di corruzione

La sua elezione aveva innescato grosse polemiche sulla corruzione nel Paese, definita da molti "dilagante",ma anche sulla figura di Plenković, accusato di governare in maniera simile al primo ministro ungherese Viktor Orbán.

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