Regno Unito, la stretta del governo conservatore sulla definizione di estremismo crea polemiche

Il Segretario alle Comunità Michael Gove rilascia una dichiarazione ai parlamentari alla Camera dei Comuni, Londra
Il Segretario alle Comunità Michael Gove rilascia una dichiarazione ai parlamentari alla Camera dei Comuni, Londra Diritti d'autore Maria Unger/AP
Di euronews
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La nuova definizione indica come estremista qualsiasi forma di "promozione o incoraggiamento della violenza, dell'odio o dell'intolleranza". Nel mirino quattro sigle vicine alla comunità islamica e due gruppi di estrema destra

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Il governo conservatore britannico ha annunciato una stretta nella definizione di estremismo nel Paese, suscitando reazioni contrastanti e accese polemiche. La nuova definizione, presentata dal ministro Michael Gove, comprende qualsiasi forma di "promozione o incoraggiamento della violenza, dell'odio o dell'intolleranza".

L'iniziativa, annunciata dal premier Rishi Sunak nelle settimane precedenti in un irrituale discorso televisivo, è stata presentata come una risposta ai segnali di crescente antisemitismo e islamofobia, nonché alla minaccia dell'estrema destra nel Regno Unito.

Secondo Gove l'obiettivo non è limitare la libertà di espressione, bensì contrastare fenomeni come "l'incremento dell'odio anti-musulmano e il dilagare di sentimenti antisemiti nelle nostre strade e sui social media".

L'opposizione Uk contro la definizione di estremismo del governo

Ma le opposizioni, incluso il Labour guidato da Keir Starmer, hanno sollevato dubbi sulla nuova definizione, sostenendo che "pone più problemi di quanti ne risolva". Alcuni ritengono che dietro la mossa possa nascondersi un intento politico-elettorale, cioè creare di proposito un tema di dibattito volutamente divisivo. E il motivo sarebbe duplice: mettere in difficoltà i laburisti (lacerati dinanzi alle esitazioni di Starmer anche solo nell'invocare un cessate il fuoco israeliano a Gaza), e cercare di recuperare consensi sullo sfondo degli attuali sondaggi disastrosi in vista del volto atteso entro l'anno.

Le principali critiche provengono da attivisti, ong e leader religiosi, che accusano il governo di Sunak di prendere di mira ampi settori della comunità musulmana nel Paese. Alcuni sostengono che la retorica alimenti allarmi eccessivi, soprattutto verso i raduni filo-palestinesi che si sono tenuti in diverse città britanniche, manifestazioni che si sono svolte quasi sempre pacificamente.

Il Muslim Council of Britain (Mbc), principale organizzazione di rappresentanza delle persone di fede o radici islamiche nel Regno, ha dichiarato di essere pronto, insieme ad altri gruppi, a fare ricorso giudiziario nei tribunali nel caso in cui la nuova definizione danneggi la sua immagine o privi di fondi.

Estrema destra e organizzazioni islamiche nel mirino del governo britannico

Tra i gruppi considerati estremisti secondo la nuova definizione figurano quattro sigle legate alla comunità islamica: la branca britannica dei Fratelli musulmani, la Muslim Association of Britain (Mab), l'ong Mend (che denuncia atteggiamenti anti-musulmani attribuite ai media), l'ong Cage, impegnata da anni in campagne sui diritti di prigionieri palestinesi, iracheni, afghani o detenuti nella base americana di Guantanamo.

Due le organizzazioni sul fronte dell'estrema destra: il British national socialist movement e la Patriotic alternative. A questi gruppi saranno negati finanziamenti o contributi governativi e sarà loro vietato l'accesso a istituzioni come università e televisioni.

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