Spagna, il governo pensa a ridurre l'orario di apertura dei ristoranti. Contrari gli operatori

La ministra spagnola del Lavoro, Yolanda Díaz
La ministra spagnola del Lavoro, Yolanda Díaz Diritti d'autore Virginia Mayo/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
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Orari dei ristoranti ma non solo. La ministra Díaz ha anche parlato della riduzione dell'orario di lavoro che il governo vuole portare avanti nel corso della legislatura

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In Spagna il dibattito è servito. Si deve anticipare la chiusura dei ristoranti, come proposto dal governo? La ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, ha detto che gli attuali orari non sono in linea con quelli del resto d'Europa e ha proposto di anticipare la chiusura di un'ora.

Durante una riunione del gruppo parlamentare Sumar al Congresso, la ministra ha anche parlato della riduzione dell'orario di lavoro che il governo vuole portare avanti nella legislatura.Si tratta di una riduzione che, a suo parere, può "strutturare" la società spagnola. 

"Non è ragionevole" - ha affermato Díaz -non si può convocare meeting alle 20. E non si possono tenere aperti i ristoranti all'una di notte". 

Orario ridotto, il parere contrario degli operatori della ristorazione

Queste dichiarazioni sono state una doccia fredda per gli operatori della movida spagnola, che non hanno tardato a criticarle.
"L'attività e gli orari del tempo libero si situano e si spostano a partire dalla fine degli orari di lavoro, per cui l'impostazione degli orari dell'attività della ristorazione e del tempo libero senza un approccio sociologico approfondito agli orari nella società spagnola non ha alcun senso" ha commentato l'associazione dei datori di lavoro España de Noche.

Secondo gli imprenditori, il dibattito sugli orari della ristorazione "può essere considerato solo a partire dalla riflessione trasversale sugli orari di lavoro, il primo time notturno della televisione e gli orari dei telegiornali e dei film, o gli orari dei centri commerciali".

Anche la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, portabandiera del tempo libero nella capitale, si è affrettata a criticare le dichiarazioni della vice presidente del governo, nonché ministra del Lavoro, scrivendo sul suo conto del social network X: "Ci vogliono puritani, materialisti, socialisti, senza anima, senza luce e senza ristoranti. Annoiati e a casa".

Su questa stessa linea, il segretario generale del PP di Madrid, Alfonso Serrano, ha definito "assurdo" che la sinistra pretenda di "limitare il modo in cui vivono i madrileni e gli spagnoli". E ha aggiunto: "Immagino che la ministra voglia che i ristoranti siano chiusi per farci andare tutti a casa a leggere Il manifesto comunista con una lampadina e una tazza di tè", ha ironizzato.

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