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Davos 2024: al Forum economico si discute anche dei beni russi congelati

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky
Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky Diritti d'autore Markus Schreiber/Copyright 2020 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Markus Schreiber/Copyright 2020 The AP. All rights reserved
Di Maria Michela D'Alessandro
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al World economic forum spazio anche alla questione dei beni russi congelati dalle banche mondiali. Zelensky: destinare una parte alla ricostruzione dell'Ucraina

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Sarebbero circa 350 miliardi i dollari di beni del governo russo congelati sui conti correnti occidentali dall'inizio della guerra su larga scala in Ucraina. E Volodymyr Zelensky vorrebbe che una parte venisse utilizzata per ricostruire il Paese distrutto dal conflitto. 

"L’Ucraina ha bisogno di capitali congelati, non di un conflitto congelato", ha affermato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba nel corso di un panel del Forum economico mondiale a Davos, in programma fino a domani in Svizzera. Kuleba ha evidenziato la necessità di tenere la Russia responsabile della sua aggressione perché questo sarebbe "un messaggio chiaro per il mondo: se hai l’ardire di infrangere le regole, devi pagarne il prezzo". 

I beni russi attualmente congelati all'estero ammontano a circa 300 miliardi di dollari. Devono essere utilizzati a sostegno dell’Ucraina
Volodymyr Zelensky
Presidente Ucraina

Belgio: lavorare a un meccanismo per sbloccare i beni congelati

Dal Regno Unito al Belgio, i leader delle potenze mondiali hanno discusso della possibilità di utilizzare i beni russi congelati: secondo il ministro degli Esteri britannico David Cameron bisognerebbe pensare a un modo innovativo su come utilizzare queste risorse per aiutare l’Ucraina. Il primo ministro belga Alexander De Croo ha invece assicurato che il Belgio è pronto a discutere su cosa fare con gli interessi sui beni russi congelati: "non diciamo no alla confisca dei beni, ma dobbiamo lavorare su un meccanismo". Tra le ipotesi elencate a Davos da De Croo, proprio quella che i beni possano essere usati come garanzia per raccogliere fondi per l'Ucraina: "siamo aperti a ulteriori discussioni e siamo disposti a partecipare a una soluzione per trovare una base legale per questi trasferimenti all'Ucraina, senza destabilizzare il sistema finanziario globale", ha concluso. 

Mosca: confisca dei beni russi è pirateria del XXI secolo

Solo la scorsa settimana la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova aveva definito la possibilità che gli Stati Uniti confischino beni russi per 300 miliardi di dollari una “pirateria del XXI secolo”. Secondo Zakharova il furto di proprietà statali, private e pubbliche è diventato un biglietto da visita degli anglosassoni: "Washington e Londra lo fanno da decenni, prima, però, veniva chiamato diversamente, ad esempio pirateria". Zakharova ha inoltre aggiunto che la pratica sia stata poi legalizzata, definendola proprio una pirateria del XXI secolo.

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