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Elezioni in Bangladesh: Hasina verso la rielezione, l'opposizione protesta

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elezioni Bangladesh Diritti d'autore Mahmud Hossain Opu/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Mahmud Hossain Opu/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Euronews Agenzie:  AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Elezioni segnate dalle proteste e dal sangue in Bangladesh. La premier Hasina difende il suo operato, ma l'opposizione insorge e annuncia uno sciopero. Oltre 110 milioni gli elettori chiamati al voto

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I circa 119 milioni di elettori In Bangladesh sono chiamati alle urne per le elezioni generali, ampiamente contestate dall'opposizione e dai gruppi per i diritti umani. La prima ministra Sheikh Hasina, al potere dal 2009, è in cerca di rielezione. Il Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp), all'opposizione, sta boicottando le elezioni con uno sciopero di 48 ore.

Attacchi ai seggi elettorali

Le autorità locali hanno fatto sapere che da venerdì sera sono stati segnalati almeno 18 attacchi incendiari in tutto il Paese, 10 dei quali hanno preso di mira i seggi elettorali. Quattro persone sono state uccise venerdì in un attacco incendiario a un treno passeggeri diretto alla capitale, Dhaka. Gli incidenti hanno acuito le tensioni in vista delle elezioni parlamentari che Bnp e i suoi gruppi alleati hanno dichiarato di voler evitare.

La campagna elettorale nella nazione sud-asiatica di 169 milioni di abitanti è stata segnata dalla violenza, con almeno 15 persone uccise negli ultimi mesi. Le ostilità hanno raggiunto un punto di ebollizione a fine ottobre, dopo che una manifestazione di massa del Bnp a Dacca ha portato a scontri con la polizia.

Il primo ministro Sheikh Hasina cerca la rielezione

Domenica mattina, Hasina e sua figlia hanno votato in un clima di stretta sicurezza presso il Dhaka City College, mentre altri cittadini facevano la fila fuori per votare. La 76enne Hasina, la più longeva e una delle più importanti leader del Paese, dovrebbe essere rieletta per un quinto mandato generale.

Ma una sua vittoria sarebbe accompagnata da un panorama politico profondamente conflittuale. Il voto, come le precedenti elezioni, è stato definito dall'aspra rivalità tra l'Awami League di Hasina e il Bnp, guidato dall'ex primo ministro Khaleda Zia, malata e agli arresti domiciliari per accuse di corruzione. Le due donne hanno governato il Paese alternativamente per molti anni, cementando una faida che da allora ha polarizzato la politica del Paese e alimentato la violenza elettorale.

Secondo i critici e i gruppi per i diritti umani, il voto segue uno schema preoccupante: le ultime due elezioni tenute sotto Hasina sono state inficiate da accuse di brogli elettoral****i - che le autorità hanno negato - e da un altro boicottaggio da parte dei partiti di opposizione.

Hasina: "Assicurare la democrazia nel Paese"

Dopo aver votato, Hasina ha respinto le preoccupazioni sulla legittimità del voto. "Ho la mia responsabilità nei confronti del popolo. Che abbiano accettato o meno queste elezioni, per me è importante", ha dichiarato ai giornalisti. "Sto facendo del mio meglio per assicurare che la democrazia continui in questo Paese", ha aggiunto Hasina. Il governo ha respinto la richiesta del Bnp di un governo neutrale ad interim per gestire il voto.

Critiche e supporto ad Hasina

Ad Hasina viene riconosciuto il merito di aver trasformato l'economia di una giovane nazione nata dalla guerra e di aver reso il suo settore tessile uno dei più competitivi al mondo. I suoi sostenitori dicono che ha scongiurato colpi di stato militari e neutralizzato la minaccia della militanza islamista. A livello internazionale, ha contribuito ad aumentare il profilo del Bangladesh come Nazione in grado di fare affari e di mantenere relazioni diplomatiche con Paesi spesso in contrasto tra loro, come l'India e la Cina.

Ma i critici sostengono che la sua ascesa rischia di trasformare il Bangladesh in uno Stato monopartitico in cui la democrazia è minacciata, dal momento che le agenzie governative, sempre più forti, utilizzano strumenti oppressivi per mettere a tacere i critici, limitare le libertà di stampa e limitare la società civile. Il rallentamento economico globale si fa sentire anche in Bangladesh, mettendo a nudo le crepe della sua economia che hanno scatenato agitazioni sindacali e insoddisfazione nei confronti del governo.

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