Pedro Nuno Santos è il nuovo leader dei socialisti in Portogallo, succede a Costa

Pedro Nuno Santos
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Di Greta Ruffino
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L'ex ministro delle Infrastrutture vince le primarie e succede ad Antonio Costa. Le elezioni anticipate in Portogallo sono in programma il prossimo 10 marzo

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L'ex ministro delle Infrastrutture Pedro Nuno Santos, 46 anni, ha vinto le primarie del Partito socialista in Portogallo. Succede ad Antonio Costa come segretario generale del partito, le cui dimissioni dalla carica di primo ministro hanno portato alleelezioni legislative anticipate che sono fissate il prossimo 10 marzo. "Quello che vogliamo da ora in poi è un partito unito" che lavorerà "per dare stabilità" al Paese, ha dichiarato Pedro Nuno Santos.

Santos vince le primarie con il 62% dei voti

Alle primarie hanno partecipato i 60 mila iscritti aventi diritto. Il vincitore ha ottenuto il 62% dei voti, mentre al secondo posto è arrivato il ministro degli Interni uscente, José Luìs Carneiro, con il 36% delle preferenze. Un terzo candidato, Daniel Adrião, è rimasto fermo all'1%. 

Chi è Pedro Nuno Santos

Pedro Nuno Santos è stato uno stretto collaboratore dell'ex premier Antonio Costa sin dal primo governo, nel 2015, quando a 38 anni fu nominato sottosegretario con delega ai rapporti con il parlamento. In questo ruolo si rivelò abile tessitore di quella soluzione che vide nascere un governo socialista minoritario con l'appoggio esterno della sinistra radicale. Più controverso, invece, il suo operato come ministro delle Infrastrutture, dal 2019 fino alle dimissioni del gennaio scorso, causate da diversi scandali connessi alla difficoltà di gestire il dossier della privatizzazione della compagnia di bandiera Tap.  

Pedro Nuno Santos rappresenta l'ala più radicale del partito e in questa campagna per le primarie si è posizionato a sinistra rispetto al suo principale avversario, Carneiro, che si era già detto disponibile a dialogare con la destra liberale per evitare il possibile ingresso dell'estrema destra nel prossimo governo del Portogallo. Una soluzione, quella del "grande centro", che con Pedro Nuno Santos sembra più improbabile.

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