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Non più Terra dei Fuochi ma Terra Felix: la cooperativa che coltiva i terreni confiscati ai Casalesi

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Image Diritti d'autore Luca Palamara/Euronews
Diritti d'autore Luca Palamara/Euronews
Di Luca Palamara
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Da quattro anni la cooperativa ha in gestione 12 ettari di terreni abbandonati, rinati con la coltivazione di cardo e funghi. Nei suoi progetti coinvolge le persone più fragili

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Nel cuore della Terra dei Fuochi, in quello che prima era il regno dei clan di camorra, sorge adesso un presidio di vita libera e solidale. Terra Felix è una cooperativa sociale attiva nella provincia di Caserta da più di 10 anni, che quattro anni fa ha ottenuto in gestione dallo Stato beni confiscati al clan di camorra dei Casalesi, tra cui 12 ettari di terreno.

Terre prima incolte e abbandonate stanno adesso avendo nuova vita grazie alla coltivazione del cardo, che non solo aumenta la fertilità del suolo ma, attraverso la produzione delle sue biomasse, è di supporto alla coltivazione dei funghi in serra, che coinvolge anche persone con fragilità.

Inaugurata lo scorso aprile, la serra Fungaia è un impianto 4.0: i rilevatori di umidità e temperatura attivano automaticamente l’apporto necessario di acqua, per una produzione, a regime, di una tonnellata di funghi al mese.

“Noi siamo una cooperativa sociale, quindi abbiamo proprio un dovere morale, ma ce l’abbiamo proprio nel nostro statuto, quello di lavorare per creare opportunità per i più fragili. E quindi quando pensiamo a un progetto pensiamo prima al loro inserimento e poi a tutto il resto", spiega a Euronews Francesco Pascale della cooperativa Terra Felix. 

Solo qualche settimana fa, nel giorno di Ferragosto, il campo di cardi di Terra Felix è stato dato alle fiamme. In sole tre ore, complice il caldo torrido e il forte vento dello scorso agosto, il campo da 7 ettari è completamente bruciato e con lui sono andati distrutti circa 150 quintali di biomassa. 

Qualcuno non vuole che questa terra torni a essere felice, ma la parte sana della popolazione di questi territori continua a lavorare sulla propria terra 

“Con il nostro lavoro noi immaginiamo di fare un pezzo di strada per far sì che emerga il bello, per far sì che emerga quello che davvero la terra felix può dare", afferma Pascale. 

Il solco è già tracciato e quello non si può più bruciare.

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