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Il segretario di Stato Usa all'Onu: "Aggressione alla sicurezza alimentare mondiale da Mosca"

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Image Diritti d'autore Bebeto Matthews/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Bebeto Matthews/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Cinzia Rizzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite Antony Blinken si scaglia contro la Russia. Il capo della diplomazia europea Josep Borrell esorta i 27 e il G20 a fare maggiori pressioni sul Cremlino perché rientri nell'accordo sul grano

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Aumentano le pressioni dell'Occidente sulla Russia affinché rientri nell'accordo sull'esportazione di grano dall'Ucraina. Al consiglio di sicurezza dell'Onu di giovedì, il segretario di Stato statunitense Antony Blinken si è scagliato contro Mosca, accusandola di ricattare il mondo intero dal Mar Nero e "aggredire" il sistema alimentare mondiale. 

"Dobbiamo affrontare la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e il conseguente assalto al sistema alimentare globale. [...] Da quando la Russia si è ritirata dall'accordo il 17 luglio, ignorando gli appelli del mondo, i prezzi dei cereali sono aumentati di oltre l'8% in tutto il mondo. Il ministero degli Esteri del Kenya ha definito la mossa della Russia, e cito, 'una pugnalata alle spall', ha detto Blinken. 

"E qual è stata la risposta della Russia all'angoscia e all'indignazione del mondo? Bombardare i granai ucraini. Minare gli ingressi dei porti. Minacciare di attaccare qualsiasi nave nel Mar Nero, indipendentemente dalla sua bandiera o dal suo carico", ha aggiunto. 

Gli appelli arrivano anche da Bruxelles. L'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea, Josep Borrell, ha esortato il blocco dei 27 a premere in modo coordinato e con una sola voce su Mosca e ha chiesto al G20 di fare altrettanto. 

L'alto funzionario ha sottolineato come i blocchi e i bombardamenti dei porti e dei silos ucraini abbiamo causato un'impennata dei prezzi, e che l'unico grande beneficiario della situazione è proprio il settore agricolo russo, che non solo vende a un prezzo gonfiato ma che vede anche aumentare la suo quota di mercato.

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