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La lotta impari in Europa contro gli incendi: morti e cambiamento climatico

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Di euronews
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Salgono le vittime degli eventi estremi che si sono abbattuti in Europa negli ultimi dieci giorni mentre si estende il fronte degli incendi: interessati nove Paesi del bacino del Mediterraneo

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 I vigili del fuoco sono al lavoro per spegnere gli incendi che infuriano da due settimane in Grecia prima della  ripresa del vento.

Le fiamme imperversano da ieri  anche vicino alla città di Volos, in Tessaglia , nella Grecia centrale, dopo aver devastato Rodi, Corfù e Eubea.  Nella regione di  Volos i Vigili del fuoco lavorano dalle prime ore del giorno, le temperature più clementi dovrebbero dare una mano.

In Grecia**,** la Protezione civile ha dichiarato zone a “estremo rischio di incendio” le aree di 7 regioni del Paese.   

 Al momento sono cinque le vittime in Grecia, bilancio che e guaglia quello dei morti in Italia (morti dovuti e agli incendi e ai temporali). 

 "Viviamo giornate estive estreme, così  come altri nove paesi del Mediterraneo", ha dichiarato mercoledì il ministro della Protezione civile greco, Vassilis Kikilias.

 Restando nel bacino del Mediterraneo Il bilancio di vittime più gravoso è quello algerino, dove si contano 34 morti a causa degli incendi.

Il fronte degli incendi si è allargato a inizio settimana anche in Portogallo e in Croazia.  

In Bulgaria, dove la colonnina di mercurio è salita a 42 gradi, mercoledì è stato dichiarato lo stato di emergenza nella regione di Haskovo, vicino al confine nord-orientale della Grecia, a causa di un crescente incendio boschivo nei monti Rodopi.

**Incendi sotto controllo **

Qualche ora fa (giovedì mattina) un responsabile dei vigili del fuoco dichiarava  alla tv Ert che "tutti i fronti in Tessaglia" erano ormai "sotto controllo", e non c'era più alcun centro abitato minacciato.

La zona industriale di Volos è rimasta chiusa per precauzione;  nei pressi della città portuale di 140.000 abitanti, ai piedi del Monte Pelio.  diversi centri  abitati e  frazioni sono stati comunque evacuati per precauzione nelle prime ore del mattino.

Le ultime due vittime dei roghi sono state registrate in questa regione: si tratta di una donna di 69 anni, uccisa dalle fiamme mentre si trovava nella sua roulotte nella zona montana di Platanos, e di un pastore di 45 anni, travolto dalle fiamme mentre cercava di salvare il suo gregge, vicino ad Agios Georgios Feron, a ovest di Volos. 

Gli incendi hanno ripreso vigore invece a Rodi, l'isola meta anche di tanti vacanzieri italiani, dove oltre 20 mila persone sono state evacuate  lo scorso fine settimana.

Battono invece in ritirata le fiamme a Corfù.

 Centinaia gli uomini, tra vigili del fuoco e volontari, al lavoro sostenuti dall'Unione europea. Le autorità greche hanno registrato circa 600 nuovi roghi, molti nelle foreste,  la maggior parte dei quali rapidamente estinti.

Cosa dicono gli scienziati

Gli scienziati del gruppo World weather attribution  ritengono che le ondate di calore che a luglio hanno colpito parti dell'Europa e del Nord America  siano dovute al cambiamento climatico, anch'esso legato all'attività umana.

"Non sono più eventi eccezionali" e quelli che si verificheranno "saranno ancora più intensi e più  frequenti se le emissioni non verranno ridotte rapidamente", hanno concluso i ricercatori.

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