Dalle torrette telefoniche delle limousine al cellulare di uso corrente

Martin Cooper padre del cellulare
Martin Cooper padre del cellulare   -  Diritti d'autore  Capture d'écran AFP
Di Paolo Alberto Valenti

L'ingegnere statunitense Martin Cooper 50 anni fa fece la sua prima telefonata da cellulare mobile al suo rivale, era nato il prototipo del telefonino da passeggio: una rivoluzione

Più piccolo di un vero lingotto ma pesante un chilo, 50 anni fa un prototipo di cellulare lanciava la prima telefonata (in telefonia mobile) della storia. Il 3 aprile 1973 lo teneva in mano il suo creatore, Martin Cooper, oggi ingegnere statunitense di 94 anni, soprannominato il "padre del cellulare". Era a capo di una divisione della Motorola, e lo sfizio fu quello di chiamare da New York il suo rivale, un certo dottor Joel Engel della Bell System. Alla prima digitazione del numero qualcosa non funziono' , ma al secondo tentativo tutto andò liscio: "Ho semplicemente detto - racconta Cooper - Joel... ciao, qui parla Martin Cooper e ti sto chiamando da un cellulare portatile. Il mio interlocutore rimase attonito, penso che stesse stringendo i denti ".

Una evoluzione relativamente lenta

Ci sono poi  voluti dieci anni prima che partisse la commercializzazione del primo modello, era il 1983: il Motorola DynaTAC 8000X al costo di 4.000 dollari. Il "rivoluzionario" padre del cellulare è sicuro che il pubblico sia troppo ossessionato da questo oggetto che continua a rappresentare uno strumento sempre più tuttofare e che (oltre alle non poche magagne) rappresenta un elemento di sicurezza in tantissime occasioni e può accrescere certe libertà. 

Il primo "mattone"

Il Motorola DynaTac 8000X fu subito soprannominato the brick, il mattone: pesava 800 grammi, parecchi anche se di meno rispetto all'apparecchio che Cooper utilizzò per la prima telefonata a New York. In definitiva in dieci anni i passi avanti erano stati pochi: si trattava di un dispositivo alto 25 cm e con una batteria da 40 minuti in conversazione, appena 10 in più rispetto all'antesignano di Cooper. Non fu proprio un successossone ma la strada era stata aperta e la stessa  Motorola aggiustò il tiro negli anni  con una serie di modelli relativamente fortunati.

I primi telefoni mobili senza fili erano montati sulle automobili

In realtà la necessità della telefonia mobile era già urgente dagli anni Quaranta e non solo per questioni, diciamo, belliche. Agli inizi degli anni Cinquanta erano già state sviluppate torri cellulari che potevano ricevere il segnale. Venivano installate sulle berline di lusso e sulle auto della polizia. Una tecnologia che sbalordì il pubblico americano quando apparve nel film di Humphrey Bogart del 1954, Sabrina.

La rete automobilistica finlandese

La  telefonia per auto marcò il successo negli anni '70 con l'avvento dell'Autoradiopuhelin, o rete di servizi di Auto Radiophone inaugurata in Finlandia. Questa tecnologia si collegava alla batteria dell'auto e alle reti telefoniche. Questa sarebbe stata in seguito conosciuta come la rete Zero G di dispositivi mobili (anche la rete 1G fu il primo vero cellulare portatile); il primo servizio di telefonia veicolare ha utilizzato trasmettitori ad alta potenza e antenne esterne per trasmettere i segnali.

Il primato della Scandinavia

I primi sistemi 1G sono del 1982 realizzati da Nordic Mobile Telephone e furono usati in tutta la Scandinavia in aree spesso remote. Negli Stati Uniti, i telefoni cellulari utilizzavano il servizio di telefonia mobile, creato inizialmente a St. Louis, o il servizio telefonico mobile migliorato. Nel 1984, il servizio cellulare analogico ha iniziato a spuntare in tutto il paese con il boom dei telefoni cellulari personali. Una volta che il servizio digitale nacque negli anni '90 e i telefoni cellulari personali diventarono accessibili la telefonia "automobilistica" passò il testimone alla più sfrenata telefonia mobile personale con apparecchi sempre più piccoli ed efficaci.

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