La rabbia dei curdi a Parigi: "Siamo nel mirino del regime di Erdogan"

Curdi a Parigi
Curdi a Parigi Diritti d'autore AFP
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Di Euronews
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Un atto di terrorismo e politico: così i curdi definiscono l'attacco avvenuto a Parigi e costato la vita a tre persone

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Disordini e scontri con la Polizia: è il giorno della rabbia per la comunità curda a Parigi.
In centinaia sono scesi in piazza dopo la sparatoria - costata la vita a tre persone - avvenuta davanti al centro culturale curdo nel 10° arrondissement della Capitale.
Dietro l'attacco - dicono - c'è la mano del regime di Erdogan.

"Uscito di prigione e armato sino ai denti"

"Dal momento che questo accade in territorio francese, con una persona nota alle forze dell'ordine e con precedenti penali, uscita di prigione da 10 giorni, la domanda è: come può questa persona andare in giro per Parigi armata, con così tante munizioni, e attaccare solo i curdi?" sottolinea una manifestante.

"Siamo ovviamente presi di mira dalla Turchia, come è avvenuto il 9 gennaio 2013 in occasione del triplice omicidio di attivisti curdi. Così, oggi, si ripete per la seconda volta quanto accaduto allora. Nuovamente tre persone sono state uccise alla vigilia del decimo anniversario" dichiara Agit Polat, portavoce del Consiglio democratico curdo in Francia.

"La sparatoria è orchestrata da Ankara"

Un atto politico e di terrorismo: così i curdi definiscono l'attacco.
L'uomo che ha impugnato la pistola e esploso i colpi mortali è un francese di 69 anni, macchinista in pensione, che, al momento dell'arresto, ha dichiarato di aver agito perché ''razzista''.
Aveva con sé una valigetta contenente dei caricatori carichi, una scatola di cartucce calibro 45 con almeno 25 cartucce all'interno".
L'arma utilizzata è una "1911 Colt 45" dell'esercito americano.
Secondo le autorità, l'uomo era in attesa del processo d'appello per un attacco a un campo migranti a Parigi avvenuto l’anno scorso. 
Le vittime della sparatoria davanti al centro culturale, una donna e due uomini, facevano turtte parte del Consiglio democratico curdo di Francia.

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