Review of the Year 2022, Ucraina: le tappe della guerra, da Bucha a Kherson

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Le atrocità rinvenute in dieci mesi scatenano l'indignazione mondiale, la Russia nega ogni responsabilità

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Alla fine di marzo, dopo la ritirata delle truppe russe, sono ritrovati cadaveri di civili nella città di Bucha, vicino alla capitale Kiev.

Le atrocità rinvenute scatenano l'indignazione mondiale, la Russia nega ogni responsabilità.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dichiara che il massacro di Bucha è purtroppo solo un esempio di ciò che gli occupanti hanno commesso in Ucraina.

Nel sud dell'Ucraina, a Mariupol, un attacco russo devasta il reparto maternità di un’ospedale.

La città portuale è assediata e bombardata senza sosta per quasi tre mesi: le persone che vi rimangono intrappolate riferiscono di un “inferno in terra".

L'avanzata russa

Alla fine di maggio, la città portuale di importanza strategica cade in mano alla Russia: prim’ancora, a marzo, la Russia occupa la centrale nucleare di Zaporizhzhia, sparando sull'impianto.

Da allora la più grande centrale nucleare europea è più volte coinvolta nel fuoco incrociato: Kiev e Mosca si accusano a vicenda, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica avverte che chi ha attaccato la centrale nucleare "sta giocando con il fuoco".

A settembre, poi, il presidente russo annuncia una mobilitazione parziale.

Dopo il discorso di Vladimir Putin, gli uomini russi fuggono nei Paesi vicini, come la Georgia, per evitare di essere inviati al fronte in Ucraina.

Secondo le stime, più di 260.000 uomini in età militare lasciano il Paese.

"A 26 anni non voglio essere portato a casa in una bara – dice uno di loro - o macchiarmi le mani con il sangue di qualcuno per la guerra indetta da una sola persona".

All'inizio di ottobre, un'esplosione danneggia il ponte di Kerch che collega la Crimea, annessa da Mosca nel 2014, alla Russia, si tratta di un colpo tattico e simbolico per Mosca.

Nel frattempo, l'Esercito ucraino guadagna slancio e riprende il controllo della regione occidentale di Kherson.

Cambio di rotta

Le truppe ucraine sono accolte nei villaggi riconquistati e nella città di Kherson: la ritirata russa segna una pietra miliare per quanto riguarda la resistenza dell'Ucraina all'invasione di Mosca.

Ma per la popolazione la tregua è di breve durata, la Russia intensifica i bombardamenti su Kherson: già a corto di risorse, si prospetta un inverno difficile.

A novembre, la Russia intensifica anche gli attacchi verso le infrastrutture ucraine, lasciando milioni di persone senza luce, riscaldamento e acqua.

Mosca sembra voler armare l'inverno per logorare la popolazione ucraina.

"Così tante vittime, così tante case rovinate - dice Iryna, residente a Vyshgorod - la gente non ha un posto dove vivere, dove dormire, fa freddo".

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