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Bracconaggio in Italia, scoperte 200mila trappole per uccelli

Gli uccelli sono tra le prede più ricercate dai bracconieri in Italia
Gli uccelli sono tra le prede più ricercate dai bracconieri in Italia Diritti d'autore TIZIANA FABI/AFP or licensors
Diritti d'autore TIZIANA FABI/AFP or licensors
Di Andrea Barolini
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In dieci anni, i volontari del WWF hanno scoperto ed eliminato nella valli del bergamasco e del bresciano 200mila trappole per uccelli.

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La perdita di biodiversità, provocata da attività antropiche, sovrasfruttamento delle risorse e bracconaggio, rappresenta un fenomeno allarmante anche in Italia. Soltanto nelle valli bresciane e bergamasche, negli ultimi dieci anni i volontari del WWF hanno scoperto ed eliminato circa 200mila trappole destinate a piccoli uccelli.

Le trappole per uccelli sono particolarmente facili da realizzare

Si tratta di strutture molto facili da realizzare, grazie a cavi metallici, reti, fili di nylon e corde. Ma corredate anche da strumentazioni più sofisticate, come altoparlanti in grado di riprodurre il cinguettio degli uccelli al fine di attirarli con maggiore efficacia.

La legge italiana tutela la fauna selvatica e vieta espressamente l’utilizzo di ogni tipo di sistema di cattura non selettivo. Eppure, l’utilizzo di trappole è ancora molto diffuso. L'Italia, infatti, è uno dei Paesi europei a più alto tasso di bracconaggio.

In Italia 40 specie di vertebrati in pericolo critico

Per quanto riguarda le specie di vertebrati in pericolo critico, in Italia ce ne sono 40. Ad esse se ne aggiungono altre 65 considerate a rischio, secondo i dati dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

I numeri relativi all'Italia sono stati diffusi mentre è in pieno svolgimento la quindicesima Conferenza mondiale sulla biodiversità delle Nazioni Unite, la Cop 15 di Montreal, dalla quale ci si attende un accordo globale per la difesa delle specie più a rischio e dei loro ecosistemi.

L'ENPA all'Europa: "Non cedete alle lobby"

  • In occasione dell'apertura della Cop, l'Ente nazionale protezione animali (ENPA) ha chiesto alle istituzioni europee di non cedere alle pressioni delle lobby e di non rendere meno stringenti le normative che tutelano la diversità biologica.
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