Arte e musei come messaggio politico. I "ponti culturali" di Doha

Di Euronews
Arte e musei come messaggio politico. I "ponti culturali" di Doha
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In questa puntata di Qatar 365 : L’arte nel Medio Oriente, nel Nord Africa e nell’Asia meridionale, e i progetti per realizzare nuovi musei. Cominciamo dal Museo arabo d'arte moderna, che raccoglie opere da Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale. E poi proseguiamo col Museo d'arte islamica, e coi progetti per due nuovi musei.

Nel pieno dei Campionati del mondo di calcio, una pausa dedicate alla cultura la può offrire una visita al Mathaf. Poco lontano dall’Education City Stadium, il Museo arabo di arte moderna ospita quattro grandi mostre contemporanee. Aadel Haleem le ha visitate per noi.

Taysir Batniji, artista palestinese: "Guardando da lontano sembra di vedere solo della carta bianca. Se ci si avvicna si scorgono le forme, le figure, i disegni fatti a mano e le incisioni. Ma in realtà sono foto del matrimonio di mio fratello…"

Per vedere le foto di cui parla Taysir Batniji, bisogna guardare sotto la superficie. L'artista palestinese parla della morte del fratello, avvenuta nel 1987 all'inizio della Prima Intifada - appena due anni dopo il matrimonio – che lo ha profondamente colpito.

Taysir Batniji: "Il concetto di scomparsa ha segnato il mio lavoro insieme ad altri, come spostamento, identità, memoria, eccetera. E tutto questo proviene dal mio vissuto in quanto palestinese. Come ogni artista al mondo, credo di trarre ispirazione dal contest in cui vivo, cercando di portare nel mio lavoro ciò con cui ho a che fare".

La mostra di Batniji al Museo arabo d'arte moderna, "No Condition is Permanent", è dedicata ai suoi 25 anni di carriera, fortemente influenzati dalle sue lotte e dall'esperienza vissuta. Zeina Arida: "Ci sono molte installazioni molto poetiche che cercano di raccontare l'assurdità della situazione di chi, come lui, cerca continuamente di tornare in Palestina senza successo".

Con quattro mostre molto diverse tra loro, l'idea è quella di mostrare che non esiste una voce o una prospettiva araba unica. Sophia al-Maria ha avuto un percorso interessante prima di arrivare alla sua prima mostra al Mathaf. L'artista qatariota-statunitense ha lavorato al museo dal 2007 al 2011 e ora è tornata come curatrice.

Sophia Al-Maria: "È davvero surreale aver lavorato in un'istituzione senza considerarmi un'artista e senza essere considerata un'artista da nessuno. E poi, tornare più di dieci anni dopo con una mostra. Sembra un sogno".

"Labours, Daydream Therapy" di Al-Maria è la sua prima mostra personale in un museo del Medio Oriente. Sophia al-Maria, artista: "La mia speranza con questa mostra è quella di esporre il lavoro, spesso invisibile, dietro la creazione delle opere d'arte, ma anche di esporrer il lavoro invisibile negli hotel e nelle attivbità che si svolgono continuamente in ogni città del mondo".

Il terzo spazio espositivo è dedicato a "One Tiger or Another", dove i curatori Tom Eccles e Mark Rappolt combinano reperti storici e arte contemporanea. Fa parte della nuova iniziativa chiamata Rubaiyat Qatar: a partire dal 2024, e ogni quattro anni, il Paese si trasformerà in una casa dell'arte araba contemporanea. Fa parte del progetto Years of Culture dei Musei del Qatar.

Aljazi Al Khayareen: "Il messaggio principale è quello di far conoscere il Qatar al mondo e vicecersa. Costruiamo ponti culturali. Ci uniscono i diversi settori della cultura come la moda, le arti, la gastronomia, il cinema, la letteratura, la scienza. Costruiamo ponti culturali per unire le persone".

Non lontano dal Museo la galleria Majaz presenta il lavoro di artisti locali emersi dal programma Artist in Residence, ospitato negli ultimi cinque anni in una caserma dei Vigili del Fuoco di Doha.

Con gli occhi del mondo puntati sul Qatar durante la Coppa del Mondo di calcio, il paese del Golfo vuole mettere sotto I riflettori anche i paesi vicini di Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale.Mostre come questa servono a rafforzare I legami tra I diversi stati.

Farid Bawa: "Le persone che vivono qui, in questa parte della città, si ritrovano tutte da qualche altra parte. Ad esempio, qualcuno può leggere il bangla, qualcuno l'hindi, o l'arabo, l'urdu".

In tutta la città, la tradizionale arte dei camion indiani e pakistani viene riproposta sui murales realizzati sugli edifici del quartiere di al-Mansoura.

"L'arte di abbellire i camion è nata negli anni '20, con l’importazione dei primi veicoli inglesi. Dopo la divisione di India e Pakistan abbiamo sviluppato un nostro stile e i pakistani si sono mantenuti seguendo il loro. Lì i camion vengono molto considerati e per questo vengono dipinti per settimane e mesi, mentre in India i camion devono uscire il secondo giorno, quindi si fa molto più in fretta. L'arte dei camion pakistani è molto dettagliata, come vedete qui, mentre quella indiana è un po' più grafica, più rapida, ma ugualmente molto bella.

Al Mathaf, la più grande collezione di arte araba moderna e contemporanea della regione, la speranza è che quattro mostre simultanee facciano crescere in numero dei visitatori.

Zeina Arida: "È importante avere uno spazio per riunire il pubblico in generale, gli student e gli artisti, uno spazio che funzioni da piattaforma per sostenere le produzioni artistiche. È un intero ecosistema di cui il Mathaf è uno degli attori". L’obiettivo è quello di fare dell'arte una componente integrante della società.

Queste non sono le uniche mostre dell’anno. Il Qatar Museums espone nuovi contenuti artistici, tra cui più di 200 reperti del futuro Lusail Museum. Con tutti questi beni culturali in mostra, molti dei quali per la prima volta, possiamo imparare qualcosa di nuovo sul Paese? Vediamo.

Questa è "Tales of a Connected World". È una visione istantanea del Museo di Lusail, dalle suggestioni del suo stile architettonico a rare opere storiche. Kholood Al Fahad: "Si inizia con una galleria dedicata alla scoperta dell'orientalismo, poiché la collezione principale del museo è stata creata sulla base dell'arte orientalista degli artisti europei del XIX secolo che hanno viaggiato in Oriente".

La mostra contiene una serie di opere provenienti dalla collezione Lusail, che riflettono sui temi del movimento, dell'identità e dello scambio. Ci sono sculture, dipinti e persino oggetti di scena di film del XX secolo, tra cui "Antonio e Cleopatra". La mostra non supera forse il 22% dell'esposizione principale del museo. Questo dà un'idea del tipo di temi che stiamo esplorando con la collezione.

Mentre la costruzione del Lusail Museum inizierà nel 2023, "Tales of a Connected World" porta il visitatore in viaggio: dai reperti archeologici del sito ai modelli del nuovo museo, situato nello spazio urbano progettato per i Mondiali di calcio del 2022.

Un altro museo in fase di realizzazione è l'Art Mill, che ha già una mostra in anteprima. L’esposizione al museo Art Mill si svolge in due sedi distinte: qui, presso la al-Najada Heritage House... e qui, presso gli Old Flour Mills del Qatar. Questo secondo sito alla fine diventerà sede permanente del museo... ma non sarà pronto prima del 2030.

Maryam al-Thani: "In realtà la mostra non riguarda un luogo esistente, ma un concetto. La premessa di questa esposizione è: come possiamo condividere un’idea col pubblico? Il modo migliore che abbiamo trovato è stato quello di collaborare con la Zad Holding, l'azienda che gestisce il mulino, e di chiedere un po' di spazio nei magazzini per consentire ai visitatori di dare un'occhiata all'aspetto del mulino oggi. E quando torneranno tra otto anni, nel 2030, a come potrebbe essere in futuro".

I mulini sono parte integrante della cultura locale e qui sono davvero in mostra. Si può sentire il rumore delle macchine al lavoro e vedere in video la produzione del pane. Questi sacchi pieni di farina sono diventati parte dello spazio strutturale. Sette artisti sono stati incaricati di elaborare il tipo di opere che alla fine avranno una sede permanente qui. "Non ci sono solo dipinti. Ci sono apparecchiature cinematografiche, fotografie, moda, design e automobili. La collezione comprende tante cose diverse e tante varietà di oggetti che toccano i concetti di arte moderna e contemporanea. È un'anticipazione di ciò che verrà".

Mentre l'attenzione si è concentrata in gran parte sui musei di prossima apertura, il Museo d'Arte Islamica, forse lo spazio artistico più famoso del Paese, è stato rilanciato con una visione più ampia.

Giulia Gonnella, Direttrice del Museo d'Arte Islamica: "Siamo rimasti chiusi per 18 mesi per poterla attuare. Abbiamo cambiato molte cose, come la museografia delle gallerie. Abbiamo introdotto un percorso di visita e forniamo informazioni di base, cercando di favorire una passeggiata culturale... in modo che il visitatore possa conoscere l'arte, la cultura e la storia del Medio Oriente".

L'idea è quella di collegare i diversi filoni della storia islamica e fornire un contesto ai contenuti di ogni galleria. Shaikha Nasser Al Nassr: "Volevamo che i visitatori potessero compiere una visita delle gallerie coinvolgente e piacevole ma anche che imparassero ad esplorare l'arte, la storia e la cultura islamica. A questo abbiamo dedicato due gallerie. Una riguarda l'importanza dell'apprendimento nella società islamica. Inoltre, abbiamo dedicato un'intera galleria alla scienza e alla storia islamica".

In contemporanea ai Mondiali di calcio il Qatar ha prodotto un programma artistico e culturale del tutto nuovo, che comprende una "Sinfonia della rosa del deserto" composta da Malek Jandali e ispirata al Museo Nazionale.

Queste mostre in anteprima ci hanno dato un'idea di ciò che possiamo attenderci dal punto di vista artistico nel prossimo futuro.