This content is not available in your region

Kosovo, posticipata la scadenza affinché i serbi del Paese cambino le targhe

Access to the comments Commenti
Di Euronews
La manifestazione delle donne serbo-kosovare. (Mitrovica, 23.11.2022)
La manifestazione delle donne serbo-kosovare. (Mitrovica, 23.11.2022)   -   Diritti d'autore  Bojan Slavkovic/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.

Il Kosovo ha posticipato la scadenza per i serbi che vivono nel nord del Paese per cambiare le loro targhe automobilistiche.

Queste ultime, attualmente, sono emesse dalle autorità serbe, ma - riferite a residenti in Kosovo - ora devono essere cambiate con quelle emesse da Pristina. 

Mercoledì 23 novembre, migliaia di persone sono scese nelle strade di Mitrovica, considerato il capoluogo del Kosovo del Nord, zona a maggioranza serba, per sfogare la loro rabbia per la situazione e per chiedere un allentamento delle tensioni.

Le due parti, difatti, non sono riuscite a raggiungere un accordo a lungo termine sulla questione, nonostante la mediazione sia dell'Unione europea che degli Stati Uniti. 

Circa 3.700 militari delle forze di pace della Nato (KFOR) - tra cui i carabinieri italiani - sono ancora dispiegate in Kosovo, eppure alcuni ora temono che questa impasse possa portare a violenze settarie tra le due comunità nella regione.

Bojan Slavkovic/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Bandiera serba in Kosovo. (Mitrovica, 23.11.2022)Bojan Slavkovic/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.

Molte delle diverse migliaia di manifestanti donne serbe-kosovare hanno affermato di volere la pace e un raffreddamento delle tensioni tra Belgrado e Pristina.

La disputa sulle targhe sta alimentando le tensioni per quasi due anni tra la Serbia e la sua ex provincia separatista, che ha dichiarato l'indipendenza nel 2008 - non riconosciuta dalla Serbia - e ospita una minoranza serba nel nord, sostenuta da Belgrado.

Bojan Slavkovic/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
AP PhotoBojan Slavkovic/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.

"Ne abbiamo avuto abbastanza di tutto questo", dice una manifestante.
"Vogliamo vivere qui, normalmente, il più possibile", le fa eco una collega.

Oltre 50.000 serbi etnici che vivono in Kosovo si rifiutano di riconoscere l'autorità di Pristina e si considerano ancora parte della Serbia: dal canto proprio, Belgrado fa sapere che non riconoscerà mai l'indipendenza del Kosovo.

Bruxelles, invece, teme una "escalation di violenza" se il piano kosovaro delle targhe dovesse andare avanti: un portavoce della Commissione europea ha riferito di nuovi contatti tra i capi negoziatori per cercare di fare finalmente progressi su un possibile accordo tra Serbia e Kosovo.