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La Somalia muore di fame, Si prospetta la più grave carestia di sempre

La Somalia alla prova con la più grande carestia di sempre
La Somalia alla prova con la più grande carestia di sempre Diritti d'autore Jerome Delay/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Jerome Delay/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Di Euronews
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Nella giornata mondiale per l'alimentazione il mondo guarda a uno dei Paesi più vulnerabili al mondo. Il bilancio delle perdite umane potrebbe superare quanto già visto nel 2011

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La Somalia è alle prese con quella che probabilmente sarà la più grave carestia di sempre. L'emergenza siccità proclamata a novembre 2021 ha lasciato il Paese senza piogge da quattro stagioni, a cui sicuramente se ne aggiungerà un'altra. Sei milioni e 400 mila persone non hanno accesso all'acqua e ai servizi igenici e le condizioni peggiorano nei campi di accoglienza. Una risposta umanitaria all'altezza è l'unico mezzo per limitare i danni.

Il rappresentante dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura in Somalia Etienne Peterschmitt ci spiega che "non serve aspettare che la carestia sia formalmente proclamata per agire". "Sappiamo che quando la grande carestia del 2011 fu proclamata, era già morto oltre la metà delle vittime totali di quella tragedia", afferma.

Il problema degli sfollati interni

Il Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite ha rilevato tra luglio e agosto una crescita del 18% degli sfollati interni al Paese. Sono ormai oltre il milione.

"L'attuale siccità è la peggiore che abbiamo visto negli ultimi quarant'anni: ha colpito circa 7,8 milioni di persone, si tratta di circa la metà della popolazione somala, ma il 90% del Paese sta affrontando una siccità estrema", ha continuato Peterschmitt.

In questa situazione le donne sono tra i soggetti più vulnerabili. "Le donne e le ragazze sono costrette a percorrere distanze molto più lunghe per accedere all'acqua e ai ripari, e questo le rende anche più vulnerabili alla violenza di genere", ci dice il rappresentante FAO.

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