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Pompei, nuove stanze fanno luce sulla vita al momento dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

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Di Euronews
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AP Photo   -   Diritti d'autore  AP/AP

Nuove stanze a Pompei fanno luce sulla vita al momento dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Piatti, vasi, anfore, oggetti in vetro e terracotta lasciati in bauli e armadi, frettolosamente abbandonati durante la catastrofe e recuperati oggi con gli strumenti dello scavo stratigrafico.

Ma anche oggetti meno documentati come un prezioso bruciaprofumi decorato, e l'unico gruppo di sette tavolette cerate raccolte da un filo, di cui è stato possibile realizzare un calco.

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In una stanza c'è un armadio rimasto chiuso per 2000 anni, completo di stoviglie ancora all'interno; piatti in vetro, ciotole e vasi in ceramica. In un'altra c'è un tavolo con ancora i suoi ornamenti, un letto e una cassapanca.

"Qui possiamo vedere il mobile con la parte in legno delle ante - dice il DIRETTORE DEL PARCO ARCHEOLOGICO, GABRIEL ZUCHTRIEGEL - e questi sono i supporti che dobbiamo immaginare posizionati in questo modo per permetterne l'apertura.

All'interno dell'armadio c'erano degli scaffali e quello che vediamo è lo scaffale crollato quando il vulcano è esploso: al suo interno troviamo oggetti in vetro, come queste bottiglie, ma anche in ceramica, come questi vasi che via via stiamo scoprendo".

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Si tratta dell'ultimo ritrovamento di Pompei nell'area settentrionale nella cosiddetta Regio V, uno dei grandi quartieri della città antica, già interessato da scavi nel 2018.

In quest'area, con accesso dal vicolo di Lucrezio Frontone, emerse un lussuoso larario riccamente decorato: si tratta di un ambiente adibito al culto, che presentava su una parete una nicchia sacra ai "Lares", divinità tutelari della casa e sotto due grandi serpenti "agatodemoni" (demone buono), simbolo di prosperità e buon auspicio.

Nel 2021, un progetto di scavo e restauro del Parco Archeologico di Pompei, prevedeva l'ampliamento dell'indagine archeologica degli ambienti sopra il primo livello e di quelli del piano terra, posti davanti al lararium, portando alla scoperta di ambienti (due sopra e due sotto) che celavano ancora vari arredi ed oggetti d'uso quotidiano.