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Usa, la Corte suprema cancella la protezione del diritto all'aborto

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Di Euronews
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Usa, la Corte suprema cancella la protezione del diritto all'aborto
Diritti d'autore  Steve Helber/AP

La Corte suprema Usa ha abolito la storica sentenza Roe v. Wade con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l'aborto negli Usa. Ora quindi i singoli Stati saranno liberi di applicare le loro leggi in materia.

"La Costituzione non conferisce il diritto all'aborto". E' quanto si legge nella sentenza. La decisione è stata presa da una Corte divisa, con 6 voti a favore e 3 contrari

Fuori dalla Corte Suprema degli Stati Uniti è scoppiata la protesta, pochi minuti dopo che i massimi giudici hanno abolito il diritto all'aborto dopo 50 anni. I manifestanti stanno aumentando ogni minuto che passa, c'è anche un contigente di anti-abortisti che si sono abbracciati e hanno esultato alla notizia che la Corte Suprema ha rovesciato la storica sentenza Roe v. Wade.

"Tristemente", molte donne "hanno perso oggi una tutela costituzionale fondamentale. Noi dissentiamo". Lo affermano i giudici liberal della Corte Suprema Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Stephen Breyer. I tre  giudici hanno votato contro la decisione di capovolgere la Roe v. Wade.

Fuori dalla Corte suprema a Washington cresce di numero la folla di manifestanti che intendono protestare per la storica sentenza sul diritto d'aborto. "Non è il tuo corpo, non è la tua scelta", gridano le tante donne sorreggendo cartelli che chiedono ironicamente di "abolire la Corte suprema e i suoi giudici".  "Protesteremo ogni giorno, faremo chiudere questo Paese", annunciano dei giovani arrivati qui da ogni parte degli Stati Uniti. C'è chi piange, chi esprime la rabbia strappando dalle mani un cartello anti-aborto ad una delle decine di pro-life che stanno invece applaudendo la sentenza. Finora nessun momento di tensione tra i due schieramenti che continuano a manifestare sotto lo sguardo di decine di poliziotti schierati tutt'attorno al perimetro della piazza della corte, transennata da giorni.

Una lunga disputa

"Roe contro Wade", la sentenza della Corte Suprema che nel 1973 legalizzò l'aborto negli Usa, ha avuto molti critici tra i giuristi nel corso degli anni: tra questi, Ruth Bader Ginsburg, la giudice liberal la cui morte da togata nel settembre 2020 ha reso possibile l'attuale maggioranza conservatrice della Corte. "Nel 1973 la Corte morse più di quel che poteva masticare", aveva detto la Ginsburg nel 2009 dopo un discorso a Princenton. Sarebbe stato abbastanza - aveva argomentato - cancellare la legge molto restrittiva del Texas al centro della causa e lasciare altre questioni per cause successive. "I parlamenti statali in tutti gli Stati Uniti si stavano muovendo. La giurisprudenza era in uno stato fluido". Roe bloccò tutto, provocando un contraccolpo: "Fu il perfetto grido di battaglia per gente che non era d'accordo con l'idea che doveva essere una scelta della donna. E che, anzichè combattere nelle trincee parlamento statale dopo  parlamento statale, ha potuto andare contro questa sentenza emessa da giudici non eletti".

In almeno 13 stati l'aborto sarà fuorilegge

La decisione della Corte Suprema potrebbe cominciare a produrre effetti in 13 stati nei prossimi 30 giorni. Si tratta di stati a maggioranza repubblicani che hanno approvato leggi stringenti sull'aborto legandole all'attesa decisione della Corte Suprema sulle Roe v. Wade. Ora che la decisione è arrivata e la sentenza del 1973 capovolta, i 13 stati  possono vietare l'aborto in 30 giorni eccetto nei casi in cui la vita della madre è in pericolo.

Il Missouri ha annunciato di essere il "primo" stato a vietare l'aborto dopo la decisione della Corte Suprema.

Le reazioni pro...

Il leader dei repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy, palude alla decisione della Corte Suprema. "Plaudo a questa storica sentenza che salva vite umane", twitta McCarthy.

La decisione della Corte Suprema è "coraggiosa" e "corretta. E' una storica vittoria per al costituzione e la società". Il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell, esulta alla decisione della Corte Suprema.

"La vita ha vinto". L'ex vice presidente staunitense Mike Pence commenta così la decisione della Corte Suprema di capovolgere la Roe v. Wade. "È la volonta' di Dio": così Donald Trump ha commentato la decisione della Corte suprema.

...e contro

"Oggi è un giorno triste per la Corte Suprema e il Paese", ha detto Joe Biden. "La Corte  suprema Usa ha portato via un diritto costituzionale". Ribaltare la sentenza 'Roe v. Wade' è "un tragico errore", frutto di una "ideologia estrema" dominante nella Corte suprema Usa: lo ha detto Joe Biden parlando dalla Casa Bianca e ammonendo che ora "sono a rischio la salute e la vite delle donne nel Paese".  Biden ha poi lanciato un appello a Capitol Hill per ripristinare la sentenza 'Roe v. Wade' sul diritto all'aborto come legge federale. "Ora la palla passa al Congresso", ha detto, promettendo che la sua amministrazione resterà vigile.

Barack Obama attacca la Corte Suprema sull'aborto, accusandola di aver "attaccato le libertà fondamentali di milioni di statunitensi" con la sua decisione.

Una decisione "crudele" e "scandalosa". Così la Speaker della Camera negli Usa, la democratica Nancy Pelosi, critica la decisione della Corte Suprema sull'aborto. Alle elezioni di novembre, aggiunge, ci sono in gioco i diritti delle donne.

Hillary Clinton bolla la decisione della Corte Suprema sull'aborto come un'"infamia", un "passo indietro per i diritti delle donne e i diritti umani". "Molti statunitensi ritengono che la decisione di avere un figlio sia una decisione sacra e dovrebbe rimanere fra la donna e il suo medico", aggiunge.

Tre stati promettono di difendere il diritto delle donne

Tre Stati liberal della costa pacifica hanno annunciato un impegno comune per difendere il diritto all'aborto, dopo la decisione della Corte Suprema. "I governatori di California, Oregon e dello Stato di Washington hanno emesso oggi un impegno per difendere l'accesso alla sanità riproduttiva, all'aborto e a altri sistemi contraccettivi, e si sono impegnati a proteggere pazienti e medici contro i tentativi di altri stati di esportare il loro divieto".

"Da domani ricomincia la lotta per garantire il diritto all'aborto delle donne negli Stati Uniti. Ci rivolgeremo al Congresso e all'amministrazione Biden e poi ai governi dei vari Stati. Loro possono cambiare le cose". Lo ha detto in una conferenza stampa Nancy Northup, presidente del Center for reproductive rights,  l'associazione che ha difeso l'unica clinica abortista in Mississippi nel caso "Dobbs v. Jackson Women's Health Organization", su cui oggi ha sentenziato la Corte Suprema abolendo di fatto l'aborto. "Questa  sentenza avrà un impatto inimmaginabile, si tratta del più grande passo indietro della storia, ha sottolineato Julie Rikelman, l'avvocato del Centro che ha rappresentato la clinica nella causa. "Continueremo a dare battaglia a tutte le leggi anti-aborto che gli Stati potranno attuare d'ora in avanti, tutte le opzioni verranno considerate", ha detto Rikelman spiegando quali saranno i prossimi passi che il Centro intende compiere nelle prossime settimane