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La Francia alle urne elegge i suoi parlamentari. Prima prova per il secondo mandato di Macron

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Di Giulia Avataneo
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Assemblea nazionale francese
Assemblea nazionale francese   -   Diritti d'autore  AFP

A poche settimane dalla rielezione di Emmanuel Macron, il presidente della Repubblica deve affrontare con il suo partito la prova delle elezioni parlamentari, domenica 12 giugno. Macron e i suoi alleati cercheranno di mantenere la maggioranza, insidiata dalla coalizione di sinistra.

Da destinare ci sono 577 seggi dell'Assemblea nazionale, ma il momento della verità sarà il secondo turno del 19 giugno.

"Sì, voglio votare perché è importante per il nostro futuro, ma non saprei per chi votare", dice una ragazza indecisa.

"Penso che rimarrò coerente con il candidato che ho votato alle elezioni presidenziali, per convalidare la mia prima scelta", aggiunge un elettore.

Testa a testa

Gli ultimi sondaggi hanno previsto una sfida molto serrata al primo turno tra il blocco del capo dello Stato, Ensemble, e la nuova coalizione di sinistra che riunisce La France Insoumise (LFI) di Jean-Luc Mélenchon, gli ecologisti, i socialisti e i comunisti.

Ma è possibile che a trionfare sarà l'astensionismo, dato per il momento tra il 51 e il 55%, nonostamnte l'importanza delle elezioni per concretizzare le politiche di governo.

Più di 48 milioni di francesi sono chiamati alle urne. Le elezioni sono iniziate già sabato in diversi territori francesi d'oltremare, nell'arcipelago di Saint-Pierre e Miquelon, al largo della costa atlantica del Canada, nella Guyana francese, Antille, Wallis e Futuna, Nuova Caledonia, La Réunion e a Mayotte.

Battuta d'arresto

Nelle undici circoscrizioni dei francesi all'estero, come la Polinesia francese, il primo turno si è svolto il 4 e 5 giugno e il blocco macronista ha subito una prima battuta d'arresto con l'eliminazione di Manuel Valls, il candidato per l'area che comprende Spagna, Portogallo, Andorra e Monaco.

In Francia i seggi rimarranno aperti fino alle 18 nelle aree rurali e le 20 nelle città.

Una vittoria al primo turno per la Nuova Unione Popolare Ecologica e Sociale (Nupes), la coalizione di sinistra che ha ottenuto risultati incoraggianti alle Presidenziali, è uno scenario possibile ma non il più probabile, secondo gli ultimi sondaggi.

L'istituto Elabe aveva previsto un quasi pareggio, con Ensemble al 27%, contro il 26,5% di Nupes, e molto indietro rispetto al Rassemblement national di estrema destra di Marine Le Pen (19,5%) e ai repubblicani conservatori (11%).

Opinion Way, invece, ha previsto il 28% per il blocco macronista, davanti alla coalizione guidata da Mélenchon (25%), al Rn (18%) e al Lr (11%).

Se il Nupes finisse al primo posto, sarebbe un trionfo più che simbolico per una sinistra che era apparsa molto indebolita nelle elezioni presidenziali di aprile, relegata poi dal traino di Le Pen, che sembrava destinata a essere la vera opposizione a Macron per i prossimi cinque anni.

Maggioranza assoluta o relativa?

In vista del secondo turno del 19 giugno, salvo grandi sorprese, la questione non è chi otterrà la maggioranza dei deputati alla Camera bassa, dato che è scontato che sarà Macron, ma se sarà una maggioranza assoluta o relativa che lo costringerà a negoziare ogni proposta di legge e a rinunciare ad alcuni punti del suo programma programmi elettorale.

I sondaggisti hanno calcolato che Ensemble potrebbe alla fine conquistare tra i 280 e i 330 dei 577 deputati dell'Assemblea Nazionale, mentre la maggioranza assoluta è di 289 deputati.

Il Nupes diventerebbe il principale blocco di opposizione con un numero di seggi compreso tra 160 e 190, mentre Lr con i suoi alleati centristi si ridurrebbe a 50-70 e Rn dovrebbe accontentarsi di una rappresentanza ancora una volta simbolica, con un numero di deputati compreso tra 13 e 50.

Nell'Assemblea nazionale uscente, il blocco macronista aveva una maggioranza di 346 seggi che ha permesso al presidente di adottare la maggior parte delle sue proposte legislative quasi senza problemi. Il principale gruppo di opposizione, quello dei Repubblicani, era molto indietro con 101 deputati.