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Inflazione, Eurostat: nei paesi della Zona Euro sale al 7,5%

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Di Euronews
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pix   -   Diritti d'autore  AP Photo/Matthias Schrader

Lo scorso marzo il tasso annuo d'inflazione nell'Eurozona è schizzato al 7,5% rispetto al 5,9% di febbraio: questa la stima flash resa nota oggi da Eurostat. 

Un tasso da record, il più alto di sempre per la moneta unica, che prosegue però sul solco di una brusca tendenza al rialzo già registrata tra gennaio e febbraio quando si era passati dal 5.1 al 5,9 per cento.

A determinare il livello più alto mai registrato dall'inflazione nella zona euro, secondo quanto segnala Eurostat, è stata soprattutto la crescita dei prezzi dell'energia (più 44,7% rispetto al più 32% di febbraio).

Ma l'aumento dei prezzi al consumo riguarda un po' tutti i beni sul mercato, con un andamento crescente che in realtà era visibile già nella seconda parte del 2021: il problema allora era la carenza di materie prime, dovuta agli sconquassi nella logistica portati dalla pandemia; che unita alla guerra ha portato ormai una tempesta perfetta sulle vite dei cittadini, specialmente di quanti lavorano in quei settori - come l'agricoltura e la panificazione - che a causa del costo di grano, fertilizzanti e carburante rischiano di ritrovarsi paralizzati.

Ma il colpo si fa sentire anche per i consumatori: i costi di cibo, alcol e tabacco sono aumentati del 5%; i prezzi di beni come abbigliamento, elettrodomestici, auto, computer e libri sono aumentati del 3,4%; e i prezzi dei servizi sono aumentati del 2,7%.

La BCE, a cui lavoratori e consumatori chiedono risposte, per adesso sembra sotto scacco; e probabilmente non potrà fare altro che tagliare drasticamente le previsioni di crescita