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Bruxelles aumenta la pressione su Kiev per accelerare le riforme

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Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky
Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky -  Diritti d'autore  Francisco Seco/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
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Di Jorge Liboreiro
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La Commissione europea lancia l'allarme sul lento ritmo delle riforme in Ucraina, che ostacola l'accesso ad aiuti finanziari di particolare importanza

Bruxelles aumenta la pressione su Kiev perché acceleri le riforme indispensabili per sbloccare circa 20 miliardi di euro di assistenza finanziaria, di cui il Paese ha estremo bisogno, mentre il disavanzo di bilancio cresce e la Russia intensifica la guerra.

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"È fondamentale che l'Ucraina continui a portare avanti le riforme e a rispettare le condizioni politiche concordate insieme all'Unione europea", ha dichiarato un portavoce della Commissione europea. "La loro attuazione tempestiva è decisiva per consentire alla Commissione di procedere, come previsto, ai relativi stanziamenti".

L'Ue vuole determinare con precisione l'entità del fabbisogno finanziario dell'Ucraina

La dichiarazione arriva mentre lo stesso organismo esecutivo di Bruxelles è impegnato in intensi colloqui con le autorità ucraine per definire con precisione l'entità del fabbisogno finanziario del Paese. Al processo partecipa anche il Fondo monetario internazionale, che gestisce una linea di assistenza separata.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha segnalato per la prima volta un buco da 27 miliardi di dollari (23,75 miliardi di euro) nel bilancio del ministero della Difesa, una cifra che ha colto di sorpresa i funzionari europei e ha sollevato seri interrogativi sulla sua origine. Inoltre, il Paese dovrà far fronte l'anno prossimo a un ulteriore passivo da 32,6 miliardi di dollari.

Come possibile soluzione, Zelensky ha proposto di anticipare al 2026 una parte del prestito di sostegno dell'Ue da 90 miliardi di euro, previsto per il 2027. La linea di credito è suddivisa in due tranche da 45 miliardi ciascuna, il che significa che qualsiasi modifica del calendario lascerebbe meno risorse per l'anno successivo. Lo stesso presidente ha inoltre rilanciato l'idea di attingere ai beni russi congelati, un progetto controverso che l'Ue ha tentato di realizzare lo scorso anno senza successo.

Bruxelles ha sottolineato che, prima di chiedere ulteriori risorse, l'Ucraina dovrebbe concentrarsi sul completamento delle riforme che si è impegnata ad approvare e che sono bloccate alla Verkhovna Rada, il Parlamento unicamerale di Kiev. Si tratta di una condizione preliminare per accedere a due pacchetti di finanziamento: 13,5 miliardi di euro dal prestito di sostegno e 6,45 miliardi di euro dallo strumento Ukraine Facility.

I commissari Dombrovskis e Kos hanno inviato una lettera al presidente del Parlamento ucraino

Giovedì è stato autorizzato un primo pagamento complessivo di 2,9 miliardi di euro. Tuttavia, il lento ritmo legislativo ha imposto il rinvio di un secondo versamento da 3,9 miliardi. La situazione ha spinto i commissari Valdis Dombrovskis e Marta Kos a inviare una lettera a Ruslan Stefanchuk, presidente della Rada, per metterlo in guardia sulla posta in gioco.

"L'adozione della normativa necessaria è fondamentale per garantire i finanziamenti disponibili dell'Ue, mantenere lo slancio del percorso di adesione dell'Ucraina e rafforzare l'economia e i conti pubblici del Paese", hanno scritto. "Il dialogo continuo con la Commissione europea resta cruciale per garantire che la legge definitiva approvata sia conforme ai requisiti europei".

Il Parlamento ucraino
Il Parlamento ucraino AP Photo

La lettera, che Euronews ha potuto consultare, comprende un allegato con le riforme "in attesa di adozione" che Bruxelles vuole siano approvate e attuate nel breve periodo. Alcune normative, come quelle sull'insolvenza delle piccole e medie imprese, sulla funzione pubblica e sulla semplificazione dell'Iva, sono già all'esame della Rada. Altre, come quelle sugli aiuti di Stato, sul contrasto al riciclaggio di denaro e sul sistema disciplinare dei procuratori, non sono ancora state presentate.

Un disegno di legge, pensato per eliminare l'esenzione dai dazi per i colli internazionali, si è rivelato particolarmente controverso tra i parlamentari ucraini, complice la popolarità nel Paese delle piattaforme di e-commerce cinesi Temu e AliExpress. Il testo è stato respinto per due volte alla Rada, suscitando un richiamo da parte di Bruxelles. La scorsa settimana è stato approvato in prima lettura, ma è ancora necessaria una seconda lettura.

Von der Leyen e Zelensky si sono incontrati a margine dell'Assemblea generale dell'Onu

Ulteriori riforme sono necessarie per sbloccare i restanti 17 miliardi di euro disponibili per quest'anno. La Rada è attualmente in fase di sospensione dei lavori fino a metà ottobre, ma il presidente ha dichiarato di essere pronto a convocare una sessione straordinaria non appena i testi saranno pronti.

Ursula von der Leyen ha sollevato la questione delle riforme durante il suo incontro con Zelensky, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, all'inizio della settimana. In seguito a un articolo pubblicato da Bloomberg che ha definito l'incontro "teso", Zelensky ha dichiarato che i colloqui con la presidente della Commissione erano stati "assolutamente positivi".

Il presidente ucraino ha chiesto però a Bruxelles di essere più flessibile sui tempi e di tenere conto del fatto che l'attività della Rada è stata condizionata dagli attacchi aerei. "L'Ucraina ha dimostrato una notevole capacità di portare avanti e attuare riforme di grande portata di fronte alla guerra di aggressione della Russia da oltre quattro anni. Riconosciamo questi sforzi significativi, compiuti in circostanze straordinariamente difficili", ha dichiarato un portavoce della Commissione in risposta alle osservazioni di Zelensky. "Allo stesso tempo - ha aggiunto - continuiamo a ricordare l'importanza di mantenere lo slancio delle riforme".

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