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Macedonia del Nord: le lungaggini europee alimentano le simpatie russe

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Di Borjan Jovanovski
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Macedonia del Nord: le lungaggini europee alimentano le simpatie russe
Diritti d'autore  ROBERT ATANASOVSKI/AFP

I Balcani, un'area alla quale i russi storicamente guardano con interesse. In occasione dell'invasione russa dell'Ucraina, Albania e Macedonia del Nord, Paesi in trattativa con Bruxelles per entrare nell'Unione, hanno formalmente condannato l'attacco. 

Aleksandar Urbanovich, è un ucraino che vive in Macedonia del Nord. Scioccato dall'invasione della sua terra, la scorsa settimana ha organizzato una protesta nel centro di Skopje, ma l'opinione pubblica nel Paese non è unanime "Le persone sono divise qui. Alcuni sono pro-europei, altri no. - dice il giovane -  La gente si è stancata di tutte le condizioni imposte al paese per andare avanti e vedere la Russia come un paese che non impone tali condizioni. Ma, in sostanza, neanche la Russia aiuta. Se la Russia non sta aiutando, significa che non sta migliorando la situazione qui, quindi perché amarla?"

L**'Istituto per la democrazia ha condotto un sondaggio dal quale è emerso che ben il 45% delle persone di etnia macedone **preferirebbe che la Macedonia del Nord si unisse all'Unione eurasiatica guidata da Mosca.

La Macedonia del Nord è un Paese candidato dal 2005 e nel 2018 la Commissione europea ha raccomandato l'avvio dei negoziati di adesione. Tempi biblici legati anche all'opposizione prima della Grecia poi della Bulgaria. Marko Troshanovski, direttore istituito Istituto di democrazia, la pensa come Aleksandar: "Questo sostegno può essere spiegato proiettando le frustrazioni collettive derivanti dal processo di allargamento. Essendo stati lasciati in cortile dall'Unione per decenni anche a causa delle dispute con Grecia e Bulgaria, le persone hanno in qualche modo sentito che l'Ue ha deluso le loro aspettative, i loro sogni. E questa frustrazione si proietta in un'altra alternativa, la Russia".

Un numero decrescente di cittadini della Macedonia del Nord crede ancora nella possibilità che il proprio Paese avvii negoziati di adesione. Nelle circostanze attuali, quelle aspettative sembrano più illusioni.