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Il faccia a faccia Putin-Scholz al Cremlino non è ancora risolutivo

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Di Paolo Alberto Valenti  & ANSA
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Il faccia a faccia Putin-Scholz al Cremlino non è ancora risolutivo
Diritti d'autore  Maxim Shemetov/AP

Dopo Kiev, Mosca. La diplomazia europea gioca tutte le carte per evitare il male profondo di una guerra che rappresenta un vero pericolo. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz dopo la tappa in Ucraina è stato al Cremlino a colloquio col presidente russo Vladimir Putin. All'atterraggio a Mosca Scholz non ha voluto fare un test molecolare russo prima di recarsi all'appuntamento. Il test necessario per l'accesso al Cremlino è stato eseguito da un medico dell'ambasciata tedesca, alla presenza delle autorità sanitarie russe come è stato riportato dalla stampa di Berlino. Per questo il cancelliere è sceso dall'aereo 40 minuti dopo l'atterraggio.

Una Mosca meno armata

Il cancelliere tedesco è sbarcato in una Russia meno aggressiva visto che le imponenti forze russe schierate per esercitazioni militari nei pressi della frontiera ucraina e in Bielorussia stanno rientrando nelle loro caserme. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca, citato dalla Tass. La mossa sembra prefigurare una distensione e forse anche un' apertura alla Germania (grande partner economico per Mosca) che ha formalmente chiesto a Putin di "ritirare le proprie truppe" schierate sui confini dell'Ucraina. Era stata la ministra tedesca degli Esteri Annalena Baerbock che ha richiesto un chiaro segno di pace. Ma non è tutto oro quel che luccica. I russi appaiono piuttosto compatti dietro il presidente. Proprio questo martedì i deputati della Duma - il ramo basso del Parlamento russo - hanno approvato un appello al presidente Putin affinché Mosca riconosca le autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, nel sud-est ucraino, dove la Russia è accusata da tempo di sostenere i separatisti nel conflitto del Donbass. Hanno votato a favore 351 deputati, contro appena 16  mentre uno si è astenuto. Nel momento in cui in conferenza stampa conclusiva è stato evocato il Donbass il cancelliere Scholz , rispondendo a una domanda,  ha detto che salterebbero completamente gli accordi di Minsk se la Russia riconoscesse le regioni come stati indipendenti e  il presidente Putin gli ha subito ribattuto affermando che le popolazioni del Donbass sono in grande sofferenza. "La nostra opinione è che quello che sta accadendo in Donbass è un genocidio". 

La guerra veramente scongiurata?

Quando una giornalista tedesca ha chiesto a Putin se l'evento guerra sia possibile il presidente ha evocato la guerra nella ex-Yugoslavia, i bombardamenti Nato su Belgrado che ci sono stati senza alcun accordo col Consiglio di sicurezza della Nato e poi tornando sulla stretta attualità Putin ha detto che per la Russia rimane "una priorità" la garanzia che l'Ucraina non entri in futuro nella Nato. "Sentiamo oggi - ha affermato Putin - che l'Ucraina non è pronta ad entrare nella Nato, ci dicono che non la accetteranno nella Nato domani. Ma cosa avverrà dopodomani? Questo problema deve essere risolto ora. Speriamo che le nostre preoccupazioni per la sicurezza siano tenute in considerazione". Se ci dovesse essere una guerra, "faremo quello che dovremo fare, tutti sanno quello che succederà" ha precisato Olaf Scholz dopo il suo colloquio con il presidente russo Vladimir Putin, rispondendo alla domanda se Berlino fermerà l'attivazione del Nord Stream 2 in caso di invasione russa dell'Ucraina. "La cosa principale ora è impedire che ciò avvenga", ha concluso Scholz.