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Sentenza quasi fatta sullo stato di diritto. Tremano Varsavia e Budapest

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Di Sandor Zsiros
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Sentenza quasi fatta sullo stato di diritto. Tremano Varsavia e Budapest
Diritti d'autore  Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.

È probabile che la Corte di giustizia europea respinga la richiesta di Ungheria e Polonia di ribaltare il cosiddetto meccanismo sullo stato di diritto che mira a proteggere il bilancio europeo.

L'avvocato generale della Corte ha affermato nel suo parere che il nuovo status dell'UE è in linea con il diritto comunitario. Questo documento non è ancora il verdetto finale, ma nella maggior parte dei casi i giudici lussemburghesi seguono queste indicazioni. Il governo ungherese ha affermato che l'opinione era sbagliata nel suo ragionamento.

Gergely Gulyás, ministro del governo ungherese (potafoglio comunicazione premier): "Non ci siamo mai opposti a un controllo rigoroso sul sistema di distribuzione dei fondi europei. Abbiamo sempre sostenuto che le istituzioni dell'UE hanno il diritto di indagare. Ad esempio, l'OLAF formula raccomandazioni e le autorità ungheresi sono quelle che prendono più sul serio queste questioni e avviare indagini più che in altri paesi. Ciò a cui ci opponiamo sono le accuse prive di fondamento".

Il meccanismo sullo stato di diritto - una volta approvato dalla Corte Ue - consentirà a Bruxelles di tagliare i fondi in caso di rischi sistemici negli Stati membri.

Un giornalista finanziario ungherese ha affermato che Ungheria e Polonia hanno buone possibilità di evitare sanzioni finanziarie se si impegnano in un dialogo con Bruxelles su certe questioni.

Così Attila Weinhardt, giornalista finanziario ungherese, portfolio.hu: "C'è ancora una possibilità, non piccola e da non sottovalutare, che avremo un confronto duraturo e nessuno dei Paesi cederà ai problemi sollevati dalla Commissione nella regolamentazione dello stato di diritto. Alla fine, potrebbe esserci sanzioni finanziarie contro l'uno o l'altro."

Il meccanismo dello stato di diritto si applica alla corruzione, all'uso improprio dei fondi e agli errori nel sistema giudiziario. Ma non si tratta di carenze generali dello Stato di diritto come la concentrazione dei poteri, i brogli elettorali o la limitazione della libertà di stampa.