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Violenza donne: via da Kabul, Saya commossa da abbracci Spezia

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Di ANSA
Giovane è stata ospite proprietari americana squadra di calcio
Giovane è stata ospite proprietari americana squadra di calcio

(ANSA) – LA SPEZIA, 29 NOV – Gli occhi lucidi,
visibilmente commossa mentre veniva premiata a centrocampo priva
della partita, stretta nell’abbraccio di Robert e Laurie Platek,
proprietari americani dello Spezia Calcio, e nell’applauso degli
oltre seimila tifosi, Rahel Saya, 21 anni, è diventata ieri uno
dei volti dell’Afghanistan che poteva essere. Universitaria,
giornalista free lance e attivista, fuggita dal regime per una
questione di ore, Saya è stata ospite dello Spezia Calcio allo
stadio “Alberto Picco” nella giornata in cui la serie A ha
sostenuto la battaglia per eliminare le violenza sulle donne. La
squadra ha indossato maglie speciali che andranno all’asta per
aiutare Differenza Donna, l’associazione che gestisce il numero
antistalking 1522. “Oggi sono felice, ma non posso dimenticare la mia gente. Ciò
che i social network mostrano è solo una parte. Ci sono migliaia
di storie di giovani donne che andrebbero raccontate. Tra me e
loro la differenza è che io sono riuscita a fuggire. In questo
momento tutto ciò che posso fare è essere la loro voce” ha
raccontato all’ANSA. Tra pochi giorni riprenderà gli studi di relazioni
internazionali a Milano che aveva lasciato tre mesi fa a Kabul
mentre i talebani prendevano la città. “Fino ad allora
dell’Italia conoscevo solo il nome. Le persone che mi hanno
aiutata, da Elisa Serafini all’ambasciata, hanno scelto la mia
destinazione, la Liguria. Vedo le montagne ed il mare dalla mia
nuova casa”. “Il giorno in cui tutto è cambiato ero al lavoro. Non avrei
mai immaginato che potesse succedere una cosa del genere -
racconta -. A metà mattina ho ricevuto una chiamata della mia
famiglia che mi avvertiva di tornare a casa. Ho vagato fino al
pomeriggio senza meta perchè tutto era distrutto e avevo perso
l’orientamento. Ricordo il traffico e la folla. E tante scene
dolorose”. Più che il ritorno in patria, ora l’orizzonte è ricostruire
una vita. “Mi piacerebbe rimanere in Italia. A 21 anni devo
ricominciare da zero: educazione, lingua, stile di vita. Certo,
penso ogni giorno al momento in cui ci saranno le condizioni per
tornare a Kabul, ma non sarà per stabilirmi. Questo non vuol
dire che voglia dimenticare. Anche se lo volessi, non ci
riuscirei”. (ANSA).

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