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La Croazia non dimentica il massacro di Vukovar. Commemorazione con le massime cariche politiche

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Di Debora Gandini
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Commemorazione massacro di Vukovar
Commemorazione massacro di Vukovar   -   Diritti d'autore  Copyright /AFP or licensors

La Croazia ha celebrato il 30esimo anniversario del massacro di Vukovar, la città sul Danubio al confine con la Serbia, simbolo della lotta per l'indipendenza nazionale.

Alla fine la cittadina fu rasa al suolo dalle milizie serbe dopo due mesi di assedio il 18 novembre del 1991. È stata la più grande battaglia combattuta sul suolo europeo dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Decine di migliaia di uomini in armi, bombardamenti aerei e terrestri. Mesi di scontri e violenze tra serbi e croati.

Alla commemorazione hanno preso parte le massime cariche istituzionali e politiche, compreso il vicepremier Boris Milosevic, uno dei leader della minoranza serba in Croazia, il cui partito fa parte della coalizione di governo. Al tradizionale "Corteo del Ricordo" hanno preso parte circa trentamila persone arrivate da ogni parte del Paese, in particolare i veterani della difesa della città.

"Oggi ricordiamo gli eroi ai quali il popolo croato deve la libertà e la democrazia", ha dichiarato il primo ministro Andrej Plenkovic ricordando che la Croazia cerca ancora 1.800 scomparsi nella guerra per l'indipendenza combattuta dal 1991 al 1995. "Continueremo a insistere per avere i dati sul destino di queste persone da quelli che hanno queste informazioni, le autorità in Serbia", ha aggiunto sottolineando che "la questione degli scomparsi è uno degli obblighi che la Serbia deve risolvere nel suo cammino verso l'adesione all'Unione europea".

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Commemorazione battaglia di Vukovareuronews

La rinascita di Vukovar

Vukovar oggi è una città completamente nuova. Grazie ai lavori di restauro costati 500 milioni di euro il centro storico, in stile barocco, è tornato a splendere, dalla chiesa dei santi Filippo e Giacomo riferimento della comunità cattolica, ai locali lungo il Danubio, un posto questo di grande attrazione per i turisti che arrivano sui battelli da Vienna o Budapest.

Quest'anno, per la seconda volta, l'anniversario della caduta di Vukovar è giorno non lavorativo in base al nuovo calendario delle festività nazionali che ha introdotto il 18 novembre come Giornata del ricordo di tutte le vittime della Guerra per la Patria e del martirio di Vukovar.

La sanguinosa battaglia

Nell'autunno del 1991, la città di Vukovar fu teatro di una violentissima battaglia tra i croati e i reparti dell'allora esercito federale jugoslavo controllato dal regime di Slobodan Milosevic e le milizie serbe locali.

Al momento della caduta della città in mani serbe, 15.000 civili, di cui 2.000 bambini si nascondevano tra le rovine delle case distrutte. L'episodio più tragico riguarda il massacro all'ospedale, dove 264 civili croati rifugiati all’interno, furono uccisi dalle forze serbe dopo essere stati torturati.

In totale furono 2.717 le persone, tra militari e civili, che persero la vita da parte croata nella battaglia durata dall'agosto al 18 novembre del 1991.

Nonostante la sentenza del Tribunale internazionale dell’Aja del febbraio 2015 abbia dichiarato che quanto accaduto a Vukovar non fu genocidio, la Croazia ha voluto, lo stesso, fare della città martire un proprio simbolo identitario.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA