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Il vulcano Cumbre Vieja non smette di fare paura. Pioggia di cenere e nube nera

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Di Debora Gandini
Vulcano sull'isola di La Palma
Vulcano sull'isola di La Palma   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore Emilio Morenatti/Copyright 2021 The Associated Press.

Non accenna a diminuire l’attività del vulcano Cumbre Vieja. A un mese e mezzo dall’inizio dell’eruzione vaste zone parti dell'isola spagnola di La Palma, nelle Canarie, sono ricoperte di cenere. Da una parte la lava che fuoriesce dal cratere, dall’altra i lapilli e quella immensa nuvola nera. Il fenomeno ha già interessato 1000 ettari di superficie e sono già andati distrutti oltre 2500 edifici . Oltre 7.500 le persone fatte evacuare.  

Cinque comuni sono stati costretti a sospendere le lezioni in presenza a causa dei gas che stanno rendendo l’aria irrespirabile. Le autorità locali chiedono ai residenti di uscire di casa solo per motivi urgenti.

I forti venti hanno trasformato aree considerate in un primo tempo fuori pericolo in luoghi spettrali, completamente sepolti. Comuni come Garafría, Tijarafe e Puntagorda ora sono completamente coperti di materiale lavico.

Intanto sono numerosi i voli cancellati in questi ultimi giorni con disagi per i turisti che non potranno lasciare l’isola fino a quanto non cesserà l’allerta. Un ponte di Ognissanti particolarmente difficile quest’anno a La Palma sia per i vacanzieri tornati alle Canarie dopo la pandemia sia per i cittadini. C’è chi fa notare che è molto triste non poter andare in tutti i cimiteri, come da tradizione, perché alcuni si trovano in zone ristrette dove c’è l’esercito.

Intanto gli elicotteri del Ministero della Difesa sorvolano la zona attorno al vulcano dove domenica scorsa c’è stata una fuori uscita record di ceneri vulcaniche. Senza contare le ripetute scosse sismiche che si segnalano ormai da settimane. La colonna e la nube diffusa emessa dal vulcano hanno raggiunto un’altezza di 4.500 metri. 

Il vulcano ora è un'attrazione

L'altra faccia della medaglia è l'afflusso di turisti attratti dal vulcano. Nel lungo weekend di Ognissanti, migliaia di visitatori sono arrivati per per osservare da vicino la lava e il fumo che continuano a fuoriuscire dalla cima. Viaggi in nave e in aereo praticamente esauriti, e il traffico nell'isola è aumentato al punto di costringere le autorità a chiudere le strade ai veicoli privati per evitare ingorghi. 

Se albergatori e ristoratori ringraziano, l'eruzione resta comunque uno degli eventi più drammatici a cui l'isola abbia assistito.