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Polonia, volontari in aiuto dei migranti ammassati al confine

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Di Debora Gandini
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Polonia, volontari in aiuto dei migranti ammassati al confine
Diritti d'autore  AFPTV

Medici ma anche cooperanti e gente comune. Decine di volontari stanno cercando di dare un aiuto a quei migranti intrappolati al confine tra la Polonia e la Bielorussia. Portano cibo, vestiti invernali, medicine. Sono centinaia i disperati ammassati lungo quei tre km di filo spinato. L’arrivo dell’inverno e del freddo sta redendo la vita di queste persone sempre più difficile.

Qualcuno ha un sacco a pelo dove dormire, altri portano ancora abiti estivi. Tra questi migranti quasi tutti medio orientali ci sono anche diversi bambini. I residenti della cittadina polacca di Michalowo sta raccogliendo generi di prima necessità.

Secondo Marysia Zlonkiewicz, una volontaria di Border Group è importante mostrare a questi migranti solidarietà, calore umano, farli sentire meno soli. “Hanno molta paura delle autorità e delle guardie di frontiera perché quando li incontrano sanno di essere rispediti n Bielorussia".

La macchina della solidarietà

C’è chi porta abiti pesanti, chi generi alimentari. Per chi si occupa di diritti umani questi migranti sono stati usati come oggetto di ritorsione da parte del Presidente bielorusso Alexander Lukaskenko per le sanzioni europee. Spinti a varcare il confine per entrare in un paese dell’Unione si ritrovano senza più nulla. Ci sono diversi polacchi che vogliono aiutarli, altri li minacciano, ma sono pur sempre esseri umani. E hanno bisogno di aiuto.

La cittadina di Michalowo insieme a quella di Usnarz Górny sono diventate una specie di simbolo della questione della crisi migratoria. Dopo che tre persone erano state trovate morte al confine lo scorso mese le guardie di frontiera polacche portano i rifugiati nel loro centro. Assicurano che nessuno ha mai maltrattato queste persone. Nessuno ha fatto loro del male. Intanto i volontari cercano di alleviare le sofferenze di ha varcato il confine e ora chiede lo status di rifugiato.

Il muro di Varsavia

Dopo questa ondata senza precedenti, il governo polacco è corso ai riparti, adottando una posizione intransigente con respingimenti e uno stato di emergenza che vieta ai giornalisti e agli operatori delle ONG di avvicinarsi all'area di confine.

Il Parlamento polacco ha dato il via libera anche alla costruzione di un muro lungo il confine con la Bielorussia per fermare l'arrivo di migranti. Una barriera che costerà 350 milioni di euro. Nonostante le richieste di Varsavia, la Commissione europea ha spiegato che non contribuirà all'opera con fondi Ue.

Le organizzazioni per i diritti umani continua dal canto loro a denunciare violenze e respingimenti che sarebbero illegali secondo la Convenzione di Ginevra e la Convenzione europea dei diritti umani, poiché tra coloro che sono rimandati indietro ci sono anche richiedenti asilo.