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Covid: "Il vaccino diritto di tutti e non privilegio per pochi"

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Di Euronews
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Covid: "Il vaccino diritto di tutti e non privilegio per pochi"
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Vaccini per tutti, senza lasciare indietro nessuno. E' all'insegna del Covid e dell'imperativo di cooperazione e solidarietà, la road map che si è dato a Roma il G20 dei Ministri della Salute. Un impegno ispirato dalla convinzione che per voltare davvero pagina, bisognerà aver superato tutti la pandemia. La sintesi di questo ambizioso obiettivo, nelle parole del Ministro italiano della salute, Roberto Speranza: "L'impegno del Patto di Roma a cui stiamo lavorando è quello di costruire condizioni per cui il vaccino sia un diritto di tutti e non un privilegio di pochi - dice -. E questo penso sia un impegno che tutti i paesi presenti condividono e su cui lavoreremo ancora nella giornata di domani, nell'auspicio poi di poter chiudere con una dichiarazione condivisa e sottoscritta da tutti i paesi presenti".

L'impegno a cui stiamo lavorando è quello di costruire condizioni per cui il vaccino sia un diritto di tutti e non un privilegio di pochi
Roberto Speranza
Ministro della sanità italiano

Certificato vaccinale per i luoghi d'assembramento: il Regno Unito in ordine sparso

E mentre, proprio per voltare pagina, Downing Street vorrebbe chiudere già in settimana per il via libera alle somministrazione dei giovani tra i 12 e 15 anni , nel Regno Unito si accelera sul certificato vaccinale per accedere a discoteche e altri luoghi d'assembramento.

"Misura indispensabile per far vivere l'economia", replica alle critiche il Ministro responsabile per la distribuzione dei vaccini, Nadhim Zahawi: "Entro la fine di settembre tutti avranno la possibilità di completare il ciclo di vaccinazioni", assicura. E proprio la fine del mese è il traguardo per l'entrata in vigore della misura in Inghilterra. Il modello, dettaglia il Ministro è un processo di certificazione simile a quello introdotto dalla Football Association, la lega calcio d'oltremanica: "Un lavoro encomiabile - dice - senza il quale il campionato non andrebbe avanti".

L'obbligo riguarderà però al momento soltanto l'Inghilterra: in Scozia, maggioranza e opposizione hanno manifestato un aperto scetticismo in merito. La misura non è poi al momento in agenda in Galles, mentre dall'Irlanda del Nord non emergono ancora posizioni ufficiali.