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Prevenire le inondazioni: la Slovenia si prepara

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Di Aurora Velez
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Prevenire le inondazioni: la Slovenia si prepara
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Nell'ultimo decennio la Slovenia è stata teatro di ricorrenti inondazioni. Il bacino del fiume Drava e dei suoi affluenti ha beneficiato di un progetto europeo di dragaggio, allargamento e contenimento di questi fiumi. Si prevede che le aree industriali e agricole saranno così meglio protette dal rischio di inondazioni.

Fiumi più belli per una maggiore sicurezza

Trenta mila chilometri di corsi d'acqua: i fiumi sono una delle ricchezze della Slovenia. Ma nell'ultimo decennio questo paese balcanico ha subito inondazioni ricorrenti, come quella del 2012 nel bacino della Drava. Due affluenti, il Mislinja e il Meža, ruppero gli argini, distruggendo campi, strade e fabbriche. Dal 2014 un progetto europeo cerca di ridurre il rischio di inondazioni dovute a questi due fiumi.

Il fiume era più stretto - spiega la direttrice del progetto Blanka Grajfoner - e ora abbiamo allargato l'alveo, il profilo del flusso e abbiamo costruito gli argini".

Obiettivo del progetto è rafforzare la protezione delle aree urbane, industriali e agricole intorno a questi due fiumi.

Il budget complessivo è di 25 milioni di euro. Tre milioni sono forniti dalla società nazionale dell'acqua e i restanti 22 sono finanziati all'80 per cento dalla politica di coesione europea e al 20 per cento dalla Slovenia.

A Pameče il fiume è stato dragato, il letto è stato allargato e sono stati fatti lavori di riqualificazione delle sponde. Il consigliere municipale di Slovenj Gradec Andrej Breznik, che ha vissuto la devastante alluvione di nove anni fa, elogia la sostenibilità di alcune soluzioni, come le rocce piazzate strategicamente: "Quello che hanno fatto finora è molto estetico e molto ben fatto. Siamo particolarmente contenti di vedere che è stata presa in considerazione la vita dei pesci, mettendo le rocce in modo che possano nascondersi".

Salvare l'acciaieria

Pochi chilometri più in là, l'acciaieria di Ravne produce fra le 70 e le 80 mila tonnellate di metallo all'anno, che esporta in tutto il mondo. Per produrre acciaio la fabbrica ha bisogno dell'acqua del Meža, un fiume a carattere torrentizio che scorre in una stretta valle. Qui non c'è modo di allargarne il letto, ed è per questo che, dopo l'alluvione del 2012, si sono dovute trovare altre soluzioni. Le descrive il direttore tecnico Nikolaj Sonjak: "La soluzione per proteggersi da un'alluvione come quella è stata di domare il fiume. Si è lavorato sul letto del fiume, sono stati costruiti muri di contenimento su entrambe le sponde, le linee elettriche sono state innalzate tenendo conto dei livelli di piena degli ultimi cent'anni e prevenendo così un impatto negativo sul funzionamento della fabbrica".

E per finire, a medio termine è prevista la realizzazione di un bacino di stoccaggio a monte del Meža. Un sistema di regolazione del flusso con una diga, che consentirà una migliore protezione del bacino della Drava da eventuali inondazioni.