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L'erede dell'impero Samsung esce dal carcere

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Di Euronews
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Lee Jae-yong
Lee Jae-yong   -   Diritti d'autore  Lee Jin-man/AP
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Lee Jae-yong erede e vicepresidente di Samsung Electronics è in libertà condizionale. Ha scontato 18 dei 30 mesi di reclusione per corruzione e altri reati finanziari nello scandalo che ha anche travolto l'ex presidente Park Geun-hye, sottoposta a impeachment e poi condannata a 25 anni di carcere.

Lee è stato accusato di aver pagato tangenti per ottenere nel 2015 appoggio politico nella sua scalata dell'impero Samsung.

Uscendo dal carcere l'uomo ha detto alla stampa di voler chiedere scusa al suo Paese e che farà del suo meglio per soddisfare le aspettative che sono state riposte nei suoi confronti.

Il beneficio gli è stato concesso insieme ad altri 800 detenuti, in vista della Giornata della liberazione di domenica. Il 15 agosto la Corea del Sud celebra l'indipendenza dal Giappone, e il governo accorda la libertà condizionale ad alcuni condannati.

Centinaia di dimostranti hanno però manifestato davanti al carcere contro il rilascio del magnate. Il Ministero della Giustizia ha ulteriormente motivato la decisione con la necessità di restituire un capitano d'industria all'economia coreana, piegata dalla crisi prodotta dalla pandemia da Covid-19.

Con il suo volume d'affari, Samsung rappresenta un qunto del PIL del Paese.