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Francia: "AAA focolaio di Covid cercasi". Quei giovani che preferiscono il virus al vaccino

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Di Cinzia Rizzi
Una cameriera controlla il pass sanitario dei clienti in un ristorante a Parigi
Una cameriera controlla il pass sanitario dei clienti in un ristorante a Parigi   -   Diritti d'autore  Adrienne Surprenant/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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C'erano una volta i Covid-party, per coloro che si credevano invincibili e cercavano di contagiarsi o diffondere il virus. Ci sono oggi gli "AAA focolaio di Covid-19 cercasi" sui social networks, per quei giovani che non vogliono vaccinarsi, ma hanno bisogno del Green Pass.

Da questo lunedì in Francia, infatti, è diventato obbligatorio presentare il pass sanitario (rilasciato una volta completato il ciclo vaccinale, dopo essere guariti dal Covid o ottenuto un risultato negativo a un tampone) anche sui viaggi a lunga percorrenza, nei bar e ristoranti (dehors inclusi, al contrario di quanto accade in Italia). Già da metà luglio era necessario per entrare al cinema, in palestra, in piscina.

E allora negli ultimi giorni sui social hanno iniziato a spuntare come funghi messaggi di giovani che cercano disperatamente focolai di Covid, per potersi contagiare e avere quindi il pass sanitario valido per 6 mesi. Sì perché, credendosi invincibili, preferiscono prendere la malattia, piuttosto che sottoporsi alla somministrazione del siero, sul quale nutrono tanti dubbi.

Eccone qualche esempio:

"Cerco un focolaio di Covid-19 nella regione dell'Île-de-France retweet per favore"

"Cerco un focolaio o una persona che ha il Covid nei dipartimenti 25/39 per trasmettermelo e ottenere il mio pass sanitario per favore. Ho già preso il Covid-19 una volta sopravviverò a una seconda. Mandatemi un messaggio privato"

"Urgente. Cerco focolaio o persona con il Covid-19 nella Charente o vicino per poter evitare il vaccino. Retweet"

"Cerco un cluster per fare un Covid party, come facevamo delle feste varicella quando ero giovane.... Qualcuno ha delle idee nel sud ovest dove sono attualmente? Magari vicino a un centro vaccinale dato che sono tutti portatori (del virus, ndr.)? O bisogna avere l'app TousAntiCovid?"

I post come questi sono decine su Twitter. Anche se il fenomeno resta al momento marginale, per gli esperti è preoccupante, perché si tratta di una strategia pericolosa. Non bisogna infatti dimenticare che nessuno può sentirsi completamente al sicuro dallo sviluppare una forma grave della malattia, una volta preso il virus. E che, anche se asintomatico o con leggeri sintomi, potrebbe comunque trasmetterlo a persone più vulnerabili.

Secondo l'ultimo rapporto del DREES (Direzione per la ricerca, gli studi, la valutazione e le statistiche), tra il 19 e il 25 luglio, l'87% delle persone trasferite in terapia intensiva in Francia e l'83% dei pazienti ricoverati negli ospedali non erano vaccinati.