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Ritiro Nato dall'Afghanistan, rischio guerra civile

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Di Eloisa Covelli
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Le truppe italiane e tedesche hanno già lasciato il paese, presto lo faranno anche gli Usa

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Italia e Germania hanno concluso il ritiro dall'Afghanistan, mentre le truppe statunitensi lo faranno nei prossimi giorni in netto anticipo con quanto annunciato da Joe Biden. Si conclude così un impegno durato 20 anni, nato in risposta all'attentato delle Torri Gemelle.

Fonti americane assicurano che rimarranno sul terreno un migliaio di soldati Usa per proteggere l'ambasciata e l'aeroporto di Kabul, fino all'arrivo delle forze turche che si occuperanno della sicurezza dell'aeroporto.

Nel frattempo i talebani stanno riprendendo il controllo del Paese e il rischio della guerra civile è dietro l'angolo, come ha ammesso il comandante della missione in Afghanistan, il generale americano Austin Miller, al New York Times. Secondo l'intelligence americana la durata del governo afghano è da sei mesi a 2 anni.

Questi elementi non sembrano far cambiare idea al presidente Usa Joe Biden. La sua portavoce, Jen Psaki, ha ammesso che il presidente ha poca scelta dato che sotto il suo predecessore, Donald Trump, gli Stati Uniti hanno stipulato un accordo con i talebani.

Anche se la missione militare statunitense in Afghanistan sta per concludersi, la necessità di proteggere l'aeroporto di Kabul significa che è possibile che la missione della NATO nota come Resolute Support "continui per un periodo indeterminato", secondo la Cnn. Gli Stati Uniti ritengono che la Turchia vorrà l'ombrello di una missione NATO per garantire la propria presenza all'aeroporto.

Il ritiro delle truppe italiane

L'Italia ha fatto la cerimonia di ammainabandiera lo scorso 8 giugno, celebrando così la fine del suo impegno nel Paese. Il 24 giugno il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha tenuto in Senato l'informativa sulla conclusione della missione italiana in Afghanistan. In 20 anni, l'Italia ha perso 53 soldati, mentre 723 sono rimasti feriti. L'Italia ha promesso di portare nel Belpaese i collaboratori afghani e i loro familiari, con la cosiddetta operazione Aquila. "224 dei 228 che hanno chiesto accoglienza sono già in Italia - ha detto il ministro Guerini in quell'occasione - Chi lavora con l’Italia non viene abbandonato".

Risorse addizionali per questo articolo • Ansa, Ap, Cnn, Difesa.it, New York Times

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