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Brexit: corsa contro il tempo degli europei per non essere espulsi dal Regno Unito

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Di Euronews
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In una foto d'archivio le proteste dei pro europei contro la Brexit
In una foto d'archivio le proteste dei pro europei contro la Brexit   -   Diritti d'autore  Matt Dunham/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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È una corsa contro il tempo per i cittadini europei in Regno Unito, per chiedere il cosiddetto "Settlement Scheme", il meccanismo che consente a chi non è britannico ma risiede oltre Manica da prima del 31 dicembre 2020, di continuare a vivere lì e beneficiare per il futuro dei diritti acquisiti. Dal 1 luglio, infatti, gli stranieri che non saranno in regola con il "settled status" rischiano di essere espulsi per effetto della Brexit.

"Nel mio cuore sono britannica, ma sulla carta sono francese. Sono qui da 26 anni, più della metà della mia vita", racconta Véronique Delforge, cittadina francese residente in Regno Unito.

L'eventuale espulsione non dovrebbe essere immediata, ma il governo britannico invita i cittadini a regolarizzare il tutto nel più breve tempo possibile. Solo che, per molti, le procedure non sono così evidenti.

"Come gruppo di sostegno abbiamo molte richieste da parte di residenti vulnerabili", dice Lara Parizotto, attivista di "The 3 Million". "Ad esempio gli anziani che non sanno necessariamente di dover fare domanda, perché sono stati nel Regno Unito per così tanto tempo e pensano che il loro status sia sicuro. Spesso ci contattano anche genitori, che credono che il loro status passi ai figli. Ma non è così: bisogna fare una domanda individuale per ogni figlio".

La paura è che non tutti riescano a ricevere lo status in tempo, a causa dell'elevatissimo numero di richieste ricevuto dall’amministrazione britannica: oltre 5 milioni di domande di regolarizzazione, molte più di quanto ci si aspettasse.