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Trafficanti di uomini impuniti: il rapporto dell'Onu

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Di Michela Monte
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Un barcone di migranti che tenta di attraversare il Mediterraneo
Un barcone di migranti che tenta di attraversare il Mediterraneo   -   Diritti d'autore  Santi Palacios/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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I migranti che arrivano in Europa spesso subiscono violenze dai trafficanti, gli stessi che prendono soldi per traghettarli e che difficilmente vengono perseguiti. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) ha appena pubblicato un rapporto che racconta di donne violentate e di uomini picchiati e costretti ai lavori forzati.

Il ragazzo che vedete nel servizio ha pagato per scappare dai talebani in Afghanistan e arrivare in Austria. Un tragitto pieno di abusi e violenze.

"Chi non riusciva a correre velocemente veniva picchiato dai trafficanti e lasciato al suo destino", racconta.

Assieme a una quarantina di persone, molte che non sapevano neanche nuotare, è stato piazzato su una piccola barca per attraversare il Mediterraneo.

"Nel gommone entrava acqua - ricorda - Abbiamo dovuto toglierci le scarpe e usarle per togliere l'acqua".

Ogni anno migliaia di migranti muoiono in mare o durante la traversata nel deserto oppure soffocano dentro container. Per questo rapporto delle Nazioni Unite non è stata analizzata solo la rotta del Mediterraneo, ma anche quella del centramerica e attraverso l'Africa.

I trafficanti guadagnano molti soldi sulle spalle dei migranti, corrompono gli ufficiali e non hanno assolutamente rispetto per la vita umana. Trattano gli uomini come merce. Ma a volte la violenza è talmente gratuita, che non riusciamo neanche a capire perché lo facciano
Morgan Nicot
coordinatrice dello studio, UNODC

Le Nazioni Unite stanno cercando di sensibilizzare sul tema anche i paesi di transito.

"Stiamo assistendo diversi Stati per avere delle leggi, dei giudici, dei pm preparati così che abbiano gli strumenti per poter perseguire queste condotte" continua Nicot.

Questo rapporto è il primo del suo genere targato Nazioni Unite, che continuerà a raccogliere dati e a renderli pubblici per sensibilizzare soprattutto i pubblici ministeri.