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Erdoğan in Azerbaigian: ecco cosa incassa la Turchia per il sostegno nella guerra contro l'Armenia

Di Stefania De Michele
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Erdoğan in Azerbaigian: ecco cosa incassa la Turchia per il sostegno nella guerra contro l'Armenia
Diritti d'autore  AFP
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È tempo per Recep Erdoğan di raccogliere i frutti del sostegno militare all'Azerbaigian.
Il presidente turco, sponsor chiave degli azeri nel conflitto con l'Armenia, è il primo leader a visitare la storica città di Shusha, ripresa dalle forze armate di Baku nel novembre dello scorso anno, dopo 28 anni di occupazione armena.

Nella città, conosciuta come la perla del Nagorno-Karabakh, il leader turco e il il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, hanno firmato un memorandum di alleanza in cui si impegnano ad approfondire i legami politici ed economici.
Erdoğan ha anche promesso di di aprire un consolato turco a Shusha.

La città ha un significativo valore militare: si trova su un'altura a circa 10 chilometri a sud della capitale della regione, Khankendi (Stepanakert) e sulla strada che collega la città con il territorio armeno. Oltre alla sua importanza strategica, la città è considerata da Baku un simbolo della storia e della cultura azerbaigiana.

Sui rapporti con Yerevan, Erdogan ha detto che "per contribuire al nuovo status della regione, è necessario fare un passo indietro, rispetto alla politica di odio e provocazione, e impegnarsi per la pace e la cooperazione".

Quando emergerà un clima di cooperazione, ripetiamo in ogni occasione che faremo la nostra parte per normalizzare le relazioni con l'Armenia
Recep Erdoğan
presidente turco

Cosa porta a casa Recep Erdoğan in Azerbaigian

L'impegno militare turco nel Nagorno vale già la firma su 11 accordi economici con l'Azerbaigian.

La realizzazione delle arterie stradali. Già a febbraio, a un forum d'affari Turchia-Azerbaigian ad Ankara, il primo ministro azero Ali Asadov aveva detto che le aziende turche si sono già aggiudicate diversi contratti di infrastrutture, tra cui la costruzione di una nuova strada per Shusha e un'altra per Kelbajar, altra area che l'Azerbaigian ha riconquistato durante il conflitto.

La strada per Shusha sarà costruita in parte da due imprese turche, Kolin İnşaat e Özgün Yapi.

L'aeroporto. Le aziende turche potrebbero anche essere incluse nella costruzione di un nuovo aeroporto a Fizuli.
"In generale, siamo molto contenti di vedere i nostri fratelli turchi nei progetti di sviluppo", ha detto Asadov.

Gli altri accordi. Il più grande è stato con una filiale di Cengiz Holding, Eti Bakır A.Ş., che ha firmato un patto di cooperazione con il ministero dell'Economia dell'Azerbaigian al forum di Ankara.

Il mese successivo, l'azienda statale AzerGold ha ospitato una delegazione di Eti Bakır guidata da Seref Cengiz, il fratello del presidente di Cengiz Holding, Mehmet Cengiz, noto per la sua stretta relazione con il presidente turco.

I giacimenti minerari. Poi, a maggio, il presidente azero Aliyev ha firmato un decreto che consente a imprese turche l'esplorazione e lo sfruttamento della miniera di Gashgacai a Eti Bakır. Ha anche firmato i contratti per la gestione di altri due giacimenti, Elbeidash e Agduzdag, ad Artvin Maden, una società congiunta di Cengiz Holding e Kalyon Group.
I contratti si distinguono per la loro lunghezza: 30 anni.

La lotteria. Le imprese di Ankara si sono aggiudicate anche contratti al di fuori del Nagorno-Karabakh. A gennaio, Aliyev ha firmato un decreto che assegna la gestione della lotteria nazionale dell'Azerbaigian a una filiale della società turca Demirören Holding.
"Siamo orgogliosi che la Repubblica dell'Azerbaigian, che offre un ambiente altamente affidabile per gli investitori internazionali, ci abbia scelto tra molte aziende globali in cui riporre la loro fiducia", ha detto il capo delle aziende, Yildirim Demiroren.
"Che Dio benedica i turchi, meritano anche più di questo", ha scritto l'economista Gubad Ibadodlu su Fb dopo l'annuncio dei contratti minerari.