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I migranti di Minsk. La Bielorussia allenta i controlli alle frontiere dopo le sanzioni dell'Ue

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I migranti di Minsk. La Bielorussia allenta i controlli alle frontiere dopo le sanzioni dell'Ue
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Sono già centinaia i profughi ammassati nei centri di accoglienza a Dieveniskes, nella zona di confine tra la Lituania e la Bielorussia, dopo la decisione del Presidente **Lukashenko** di riaprire le frontiere. Un gesto di protesta e di vendetta per le ultime sanzioni imposte dall’Unione europea a Minsk.

La situazione nei campi profughi è al limite, le ONG stanno cercando di allestire nuove tendopoli per ospitare un numero crescente di richiedenti asilo provenienti da paesi terzi che stanno entrando attraverso la vicina Bielorussia in Lituania.

Come sottolineato dal Presidente della Commissione per la Sicurezza e la Difesa nazionale, Laurynas Kasciunas, c’è una divergenza di interesse tra coloro che organizzano questi flussi e coloro che vogliono entrare nell'Europa occidentale. “Una volta passato il varco si può entrare ma si può anche essere fermati e bloccati perché di fatto ci sono diversi livelli di protezione.”

Tra le autorità del piccolo Paese baltico cresce la preoccupazione. I rapporti con il governo bielorusso sono sempre più tesi in seguito della repressione dei sostenitori dell’opposizione di Lukashenko. Si teme un afflusso di immigrati clandestini entrati dalla Bielorussia durante la prima metà dell'anno. Da Minsk nessuna risposta concreta. Ma la situazione potrebbe diventare un’emergenza per tutta l’Europa.