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Scuola: proteste a Cagliari e Sassari, basta classi pollaio

Sindacati e prof in piazza anche per stabilizzazioni precari
Sindacati e prof in piazza anche per stabilizzazioni precari
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - CAGLIARI, 09 GIU - Stabilizzazione di tutti i precari abilitati, specializzati o con 3 anni di servizio. Ma anche dei direttori di servizi generali e amministrativi facenti funzione. In piazza, poi, per chiedere il superamento dei blocchi sulla mobilità, il rafforzamento degli organici del personale docente, educativo e Ata a partire dalla conferma dell'organico Covid e di consentire la partecipazione a un nuovo concorso anche in caso di mancato superamento del precedente. Di particolare importanza per la Sardegna, inoltre, la richiesta di riduzione del numero massimo di alunni per classe. Sono alcune delle motivazioni che questo pomeriggio hanno portato docenti e sindacati - la manifestazione è organizzata a livello nazionale da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Anief - davanti al Consiglio regionale a Cagliari e in Piazza Italia a Sassari. "La riduzione del numero massimo di alunni per classe - spiega Maria Luisa Serra, segretaria regionale della Cisl scuola - è una battaglia da anni proposta e sostenuta dal nostro sindacato per le caratteristiche del territorio sardo, con la presenza di numerosi piccoli comuni dove difficilmente si raggiungono i numeri richiesti dalle norme ministeriali, per migliorare la didattica e per non costringere i bambini fin da piccoli a spostarsi, non sempre di pochi chilometri, per raggiungere la scuola". Con bandiere e interventi al megafono tutta la scuola sarda si è unita alle manifestazioni di protesta organizzate dai sindacati. In piazza anche i Cobas. "Per stabilizzare tutti i docenti precari dopo i tre anni di servizio e gli Ata dopo i due anni, oltre i limiti posti dal decreto - spiegano - per trasformare le graduatorie per le supplenze in graduatorie a scorrimento per passare di ruolo; per eliminare la previsione di qualsiasi vincolo per i docenti che entrano in ruolo e l'obbligo di fare a inizio settembre corsi di recupero gratuitamente; per bloccare, infine, l'approvazione dell'introduzione dell'obbligo di formazione in servizio gratuito". (ANSA).

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