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Venezia, alla Biennale in scena l'architettura del futuro

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Considerato il più grande evento di architettura al mondo, rinviato lo scorso anno a causa della pandemia, la Biennale ha aperto i battenti la scorsa settimana a Venezia.

Il curatore di quest'edizione, l'architetto libanese Hashim Sarkis, pone la domanda "Come vivremo insieme?", assai pertinente dal momento che il mondo continua a combattere la pandemia.

"La domanda - dice - è stata posta a causa del cambiamento climatico, della profonda polarizzazione politica, delle crescenti disuguaglianze in tutto il mondo.

Queste sono le cause della pandemia e le ragioni per cui ce la poniamo".

Tra i 46 padiglioni nazionali, gli europei s'interrogano sulla questione: l'Irlanda affronta la questione del groviglio indotto dalle società digitali.

"L'industria delle nostre banche dati - afferma Donal Lally, co-curatore del padiglione irlandese - nel 2027 consumerà circa un terzo di tutta l'elettricità in Irlanda.

Questo progetto richiede quantità incredibili di elettricità, che di solito viene fornita da combustibili fossili".

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All'interno del padiglione della Spagna, i visitatori possono trovare una nuvola di fascicoli appesi ai giornali.

Un'installazione ariosa e luminosa, che tuttavia nasconde una realtà più oscura.

"Riguardo ai migranti - dice Sofía Piñero, co-curatrice del padiglione spagnolo - il progetto nobilita la situazione delle persone che si trovano in una situazione illegale: li chiamano clandestini, non sono criminali ma sono trattati come tali.

Sono persone che fuggono da situazioni terribili: penso che, in riferimento a quello di cui stavamo parlando, la convivenza debba essere per tutti o per nessuno".

Con l'amletico quesito posto dalla Biennale, il padiglione francese sottolinea il ruolo delle comunità al lavoro.

"È uno sguardo ottimista e gioioso sul mondo - afferma il cuiratore Christophe Hutin - l'architettura può offrire piacere, conforto e benessere alle persone.

Soprattutto vorrei, in quest'anno difficile, celebrare la vita e parlare della vita delle persone".

Anche il padiglione tedesco ha optato per guardare al futuro, quando forse tutto passerà attraverso un codice a barre QR per riempire gli spazi.

La Biennale di Architettura a Venezia è aperta ai visitatori sino al 21 novembre prossimo.