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Contrabbando di gasolio, denunciate 5 persone

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Di ANSA
Operavano dalla Spezia nelle regioni limitrofe alla Liguria
Operavano dalla Spezia nelle regioni limitrofe alla Liguria

(ANSA) – GENOVA, 12 MAG – I militari del Gruppo della Guardia
di Finanza La Spezia e funzionari del Reparto Antifrode
dell’Ufficio delle Dogane della Spezia hanno concluso una
complessa attività di indagine con l’esecuzione di un sequestro
preventivo di immobili e disponibilità finanziarie per oltre
240.000 euro nei confronti di cinque persone accusate di fare
parte di un’associazione per delinquere dedita al contrabbando
aggravato di prodotti petroliferi. Il provvedimento è stato
disposto dal Giudice delle Indagini Preliminari di La Spezia. Le indagini, iniziate nel 2019 nel porto di La Spezia e poi
estese a Bologna, Parma, Genova, Livorno, Lucca, Pisa, Teramo,
Napoli e Caserta, hanno consentito di individuare 24 spedizioni
irregolari in 64 containers, sottoporre a sequestro
complessivamente 244.041 litri di gasolio e accertare maggiori
diritti di confine dovuti per 243.694,90 euro, a cui conseguono
sanzioni per oltre 4 milioni di euro tra Leggi Doganali e delle
Accise. I prodotti sequestrati provenivano dal Venezuela in evasione
di accise e di Iva attuata sia con falsa dichiarazione di specie
del prodotto importato che con falsa dichiarazione di
destinazione. Gli accertamenti hanno consentito di verificare
che la società importatrice era di fatto inesistente, così come
la società della Repubblica Ceca. Le indagini sono scaturite da
un primo sequestro operato nel porto di La Spezia di un carico
di oltre 40.000 litri di gasolio proveniente dal Venezuela
stipato in flexitank (all’interno di due containers), che a
seguito di analisi è risultato essere prodotto energetico
anziché “sgrassante”, come falsamente dichiarato. Nell’arco di
poco tempo, sono stati individuati altri otto containers con i
quali i sodali hanno tentato di commercializzare illecitamente
nel mercato nazionale, e con le medesime modalità, ulteriori
200.000 litri di gasolio, dichiarato come “sgrassante”,
utilizzando questa volta per l’importazione una seconda società
con sede legale a Bologna ma operativa nel parmense. I
denunciati si celavano dietro società fittiziamente interposte o
appositamente costituite in Repubblica Ceca e Venezuela. (ANSA).

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