ULTIM'ORA
Advertising
This content is not available in your region

Gerusalemme, Corte suprema blocca gli sfratti ma non i disordini

euronews_icons_loading
Disordini a Gerusalemme
Disordini a Gerusalemme   -   Diritti d'autore  Ariel Schalit/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
Dimensioni di testo Aa Aa

Quella appena trascorsa è stata la terza notte di disordini a Gerusalemme malgrado la pronuncia della Corte suprema di procrastinare lo sfratto pianificato di decine di famiglie di palestinesi dal quartiere di Sheik Jarrah, quartiere di Gerusalemme est. E la mattinata di oggi non è andata meglio, gli incidenti nonostante la forte presenza della polizia sul luogo, sono cominciati poco dopo le 8, ora locale, con il lancio di pietre da parte dei manifestanti palestinesi rimasti nel complesso. Gli agenti, che sono entrati nel luogo, hanno risposto con granate assordanti.

La pronuncia della Corte suprema israeliana arriva peraltro alla vigilia dell'annuale marcia dei nazionalisti israeliani con cui si ricorda la riconquista di Gerusalemme est nella guerra del 1967. E che potrebbe aggiungere benzina al fuoco ai disordini.

Motivo delle violente rivolte in tutta la Città santa e in Cisgiordania, gli sfratti pianificati a Gerusalemme est. I palestinesi si lamentano delle nuove pressioni da parte del governo di Tel Aviv, nonostante il mese sacro musulmano del Ramadan. E iI possibile detonatore di nuovi scontri, arrivati invece prima, poteva essere la sentenza del tribunale israeliano sullo sfratto di decine di palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah per poi assegnare le case a israeliani.

Il premier Benjamin Netanyahu ha comunque difeso l'operato della polizia in un Consiglio dei ministri riunitosi d'urgenza.

"Non permetteremo che elementi radicali mettano a repentaglio la calma a Gerusalemme: imporremo legge e ordine in modo responsabile al fine di mantenere la libertà religiosa di tutti, non tollereremo provocazioni e reagiremo agli atti terroristici provenienti da Gaza".

I disordini sono scoppiati venerdì sera hanno causato centinaia di feriti.

Le reazioni in tutto il mondo

Dagli Stati Uniti all'Unione europea si sono avute reazioni preoccupate.

Gli Stati Uniti hanno lanciato un appello contro le violenze a Gerusalemme e per evitare lo sgombero dei palestinesi nel quartiere est della città.

"Siamo profondamenti preoccupati per l'aumento delle tensioni a Gerusalemme", ha detto la portavoce del dipartimento di Stato americano, Jalina Porter, spiegando che si teme "per gli sfratti potenziali delle famiglie palestinesi molte delle quali vivono naturalmente nelle loro case da molte generazioni".

"Negli ultimi giorni, le tensioni e le violenze nella Cisgiordania occupata, in particolare a Gerusalemme Est, sono aumentate pericolosamente. La scorsa notte (la notte tra venerdì e sabato) abbiamo visto gravi scontri. La violenza e l'istigazione sono inaccettabili e i responsabili di tutte le parti devono risponderne". Così Peter Stano, il portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell: "L'Unione Europea invita le autorità ad agire con urgenza per allentare le attuali tensioni a Gerusalemme. Gli atti di istigazione intorno al Monte del Tempio/Haram al-Sharif devono essere evitati e lo status quo deve essere rispettato", ha aggiunto Stano, che ha quindi chiesto ai "leader politici e religiosi di tutte le parti di mostrare moderazione e responsabilità e fare ogni sforzo per calmare questa situazione instabile".

Anche il governo iraniano ha condannato con fermezza l'attacco definendolo "un crimine di guerra". Manifestazioni di solidarietà si sono tenute nella vicina Giordania, mentre il Consiglio di sicurezza dell'Onu dovrebbe discutere del caso nelle prossime ore.