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Il Papa ha beatificato il giudice Livatino ucciso dalla mafia

Il Beato Livatino
Il Beato Livatino Diritti d'autore AFP
Diritti d'autore AFP
Di Paolo Alberto Valenti
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Al duomo di Agrigento è stata celebrata la funzione con la quale il Vaticano ha beatificato il giudice Rosario Livatino ucciso a Canicattì il 21 settembre del 1990

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Papa Francesco lo aveva annunciato e domenica nella cattedrale di Agrigento è stato dichiarato beato Rosario Angelo Livatino, martire della giustizia e della fede nel suo servizio alla collettività come giudice integerrimo e incorruttibile. Si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere.

Una breve vita al servizio della giustizia

All'inizio degli anni '80 Livatino era entrato a far parte come sostituto della Procura di Agrigento. Un pool di magistrati affiatati, guidato dal procuratore Elio Spallitta, del quale facevano parte anche Salvatore Cardinale e Roberto Saieva, che aveva cominciato a indagare sulle cosche locali. Livatino ha affrontato quella che in successione sarebbe stata definita Tangentopoli, il sistema corrotto di tangenti mafiose che hanno infestato gli appalti di lavori pubblici.

L'assassinio del 1990

I killer lo attesero in una strada non distante da casa sua a Canicattì, il 21 settembre del 1990. Nel centro di Canicattì, abitava anche il boss del paese, Calogero Di Caro, arrestato nuovamente il 2 febbraio scorso insieme ad Antonio Gallea, condannato all'ergastolo proprio come mandante dell'omicidio del magistrato Livatino.

28 anni dopo la visita di San Giovanni Paolo II

La data di beatificazione cade nel 28 ° anniversario della visita di San Giovanni Paolo II ad Agrigento nel maggio 1993. Dopo la morte del magistrato Giovanni Paolo II, incontrò i genitori di Livatino che definì subito "un martire della giustizia e indirettamente della fede". Anche Papa Francesco, che ha molto sostenuto la causa di beatificazione, ha lodato la figura del giudice: incontrando nel novembre del 2019 i membri del "Centro Studi Rosario Livatino", lo ha definito "un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l'attualità delle sue riflessioni".

"Scomunicare le mafie"

Per onorare Rosario Livatino, primo magistrato beato nella storia della Chiesa, il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale costituirà un Gruppo di lavoro sulla 'scomunica alle mafie', con l'obiettivo di approfondire il tema e collaborare con i vescovi del mondo sulla questione. E' quanto si apprende da fonti vaticane. Del gruppo faranno parte, sempre secondo quanto si apprende, l'arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, il presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Giuseppe Pignatone, il presidente dell'associazione Libera don Luigi Ciotti, Rosy Bindi, ex presidente Antimafia, e Vittorio Alberti.

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