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Nucleare: Regione Sardegna conferma contrarietà a deposito

Inviate osservazioni, Solinas "Isola non idonea a ospitare sito"
Inviate osservazioni, Solinas "Isola non idonea a ospitare sito"
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(ANSA) – CAGLIARI, 26 MAR – Un “no definitivo e irrevocabile”
all’eventuale stoccaggio di scorie nucleari in Sardegna,
supportato da un’ampia documentazione frutto del lavoro del
Comitato Tecnico Scientifico istituito dalla Regione
all’indomani della individuazione di 14 siti (4 nella provincia
di Oristano e 10 in quella del Sud Sardegna), sui 67 indicati
complessivamente nel territorio nazionale, per la realizzazione
del deposito unico di rifiuti nucleari nell’Isola.
Lo ribadisce il governatore Christian Solinas, a seguito
dell’approvazione in Giunta della delibera contenente le
osservazioni alla proposta di “Carta Nazionale delle Aree
potenzialmente Idonee” (CNAPI), dopo avere accolto quelle
provenienti anche dai Comuni e da varie associazioni del terzo
settore.
“L’intero territorio regionale – sottolinea Solinas – appare non
idoneo ad ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi
italiani, sia per l’aggravio di costi legati al trasporto via
mare dei rifiuti stessi, che per i peculiari pericoli per
l’ambiente marino e costiero, e per la popolazione, derivanti da
potenziali incidenti durante le fasi di trasporto e stoccaggio”.
“Fin dal primo momento – ricorda il presidente – ho espresso,
certo di interpretare anche il volere del Popolo Sardo che
rappresento, la più assoluta contrarietà alla localizzazione del
Deposito Nazionale in Sardegna, ricordando i sacrifici già
imposti alla nostra Isola in nome della solidarietà nazionale.
L’inclusione di 14 aree sarde nella proposta di CNAPI, peraltro,
è avvenuta in palese spregio della chiara volontà popolare
espressa con il Referendum consultivo svoltosi in Sardegna il 15
e 16 maggio 2011, quando oltre il 97% si espresse contro la
possibilità di realizzare il Deposito nell’Isola”.
“La nostra battaglia – dice ancora il governatore – non è
terminata. Porteremo le ragioni della Sardegna al Seminario
Nazionale con i ministeri interessati e l’AIEA (Agenzia
Internazionale Energia Atomica). Ma la mobilitazione civile,
pacifica e democratica deve proseguire, interessando tutte le
articolazioni della società sarda in una stagione di unità e di
profonda coesione – conclude – nel nome e per il bene della
Sardegna”. (ANSA).

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