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La Svizzera cambia strategia. Test anticorpali per ripartire più in fretta

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Di Debora Gandini
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Un numero preciso non si ha. Si possono fare delle stime. In pratica dire quante persone in Svizzera abbiano già contratto il Covid-19 è molto difficile. Stando all’ultimo report dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), sarebbero circa 2 milioni e 800 mila gli elvetici che si sono infettati dall’inizio della pandemia. Uno su tre. Molti non se sono accorti. Niente sintomi o comunque molto lievi.

Le statistiche mostrano che solo circa 650.000 sono stati testati durante la fase acuta. Secondo il governo federale, i test attuali come i tamponi molecolari non sarebbero sufficientemente affidabili.

Test anticorpali per riaprire

Bisogna puntare sui test anticorpali per gestire meglio la campagna vaccinale e abolire più velocemente le restrizioni in atto. Per gli esperti le persone che hanno avuto il Covid è protetto per almeno 3-6 mesi quindi la dose di vaccino potrebbe andare alle persone che non hanno ancora contratto il virus. I sierologici sono più difficili da interpretare e meno veloci rispetto ai classici tamponi ma darebbero un risultato più attendibile e potrebbero essere usati come base per i passaporti di immunità.

Intanto mentre si guarda con preoccupazione alla nuova variante indiana, da una settimana ristoranti e bar hanno riaperto le loro terrazze. Servizio al tavolo ma solo all’aperto. Via libera anche a cinema, teatri, manifestazioni culturali e attività sportive ma sempre con posti limitati e un severo e rigido protocollo sanitario.