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L'Ue del dopo Merkel

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L'Ue del dopo Merkel
Diritti d'autore  STEFANIE LOOS/AFP
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Il vertice europeo dell'8 maggio per la cancelliera tedesca Angela Merkel sarà il centesimo, se si includono gli ultimi tenutisi in videoconferenza. Ma sarà anche uno degli ultimi, prima delle elezioni di settembre.

Il suo partito, l'Unione cristiano-democratica, ha deciso di appoggiare Armin Laschet per la candidatura alla successione. Ma la sorpresa potrebbe arrivare dai Verdi, con la loro leader Annalena Baerbock.

Chiunque vinca erediterà il posto con più potere al tavolo dei potenti europei. Per più di una ragione, secondo Guntram Wolff, direttore del think tank Bruegel: "È semplicemente il paese più grande, l'economia più forte, quindi chiaramente è una posizione molto potente in sé. Ma penso anche che Merkel aveva grandi capacità nel costruire alleanze, nel costruire reti, e l'ha fatto per 16 anni. E questa capacità di essere leader dovrà essere acquisita dal nuovo leader".

Angela Merkel è nota per la sua capacità di stare in piedi lunghe ore durante summit che durano diversi giorni, ed è stata spesso accusata di riuscire a costringere gli altri leader al compromesso prendendoli per stanchezza.

L'outsider nella corsa alla cancelleria è il socialdemocratico Olaf Scholz, ministro delle finanze nell'attuale governo. Il suo partito ha scarse possibilità di arrivare in testa alle elezioni, ma potrebbe entrare a far parte di qualsiasi coalizione se uno degli altri partiti non raggiungesse la maggioranza. Per Jon Worth, blogger di affari europei: "La grossa domanda è: con che coalizione si ritroverà la Germania? Sarà una coalizione fra cristiano democratici e verdi? Con i primi o con i secondi come maggiore partito? Queste due opzioni sono probabilmente quelle che darebbero vita a un governo più stabile".

Quel che è certo è che, qualunque sia la futura coalizione, sarà una coalizione europeista. Tutti i candidati che puntano a succedere a Merkel ne condividono l'energia positiva nei confronti del progetto europeo.