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Spagna, aperta un'unità per curare i bambini con la sindrome post-Covid

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Spagna, aperta un'unità per curare i bambini con la sindrome post-Covid
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Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) 1 persona su 10 che ha contratto il Covid ha problemi di salute persistenti 12 settimane dopo essere risultata positiva al test.
Si tratta della cosiddetta sindrome post-Covid 19 o "Covid lungo". Anche i bambini sono esposti a questa lunga convalescenza. L'ufficio britannico per le statistiche nazionali stima che circa il 13%-15% dei bambini contagiati ne sono affetti.

Abbiamo parlato con i medici della prima unità ospedaliera riservat aai bambini affetti da Covid lungo in Spagna (un'iniziativa congiunta dell'Hospital Germans Trias i Pujol e dell'Institut Guttmann di Badalona, una città vicina a Badalona) che hanno confermato questa tendenza.
Molti dei 60 bambini che hanno in cura faticano a seguire normalmente le lezioni scolastiche a causa della stanchezza mentale e fisica. Intervistiamo uno dei loro pazienti, Georgina, una quindicenne con sintomi persistenti da ottobre 2020. Non è ancora chiaro se la sindrome post-Covid possa diventare una malattia cronica.

Il caso di Georgina

Georgina ha 15 anni e ha contratto il Covid nell'ottobre 2020, ma soffre ancora di sintomi persistenti. A gennaio ha smesso di andare a scuola. Ora ha ripreso le lezioni online, ma solo per alcune materie.

"Mi addormentavo, il mal di testa tornava ancora più forte, ero stanca tutto il giorno, era difficile per me alzarmi dal letto, non riuscivo a concentrarmi, non riuscivo a studiare, ero in panne - racconta Georgina - Prima studiavo molto, avevo ottimi voti. Ma ora non riesco a studiare. Non trattengo le informazioni, non so di cosa sto parlando, non so come mettere in relazione i concetti".

Georgina è una dei 60 pazienti in cura nella prima unità dedicata ai bambini con la sindrome post-Covid in Spagna. Molti di loro affrontano problemi simili.

Dice Maria Méndez, capo del Servizio Pediatrico, Ospedale Germani Trias i Pujol: "Ciò che ci preoccupa è la ripercussione neuropsicologica. Questi bambini fanno fatica a seguire le lezioni. Alcuni non possono proprio andare a scuola, altri possono fare lezioni online, ma tutti hanno difficoltà a concentrarsi".

Il padre di Georgina, Toni Calero, dice che sua figlia non è più la stessa e si chiede quando si riprenderà: "Dall'avere una vita normale al non fare nulla. Non poter studiare, non poter dormire, non poter socializzare, non poter fare attività fisica. Quanto tempo ci vorrà perché passi? Quando scompariranno tutti questi sintomi?".

Ma queste sono domande a cui i medici non possono ancora rispondere.

La sindrome post-Covid: ancora poche risposte

Antonia Enseñat è responsabile di neuropsicologia e assistenza sociale all'Institut Guttmann. Ammette che molte domande restano ancora senza risposta: "Si chiama Covid lungo e non sappiamo ancora cosa comporti. Con il passare del tempo, vedremo quali conseguenze mediche ci saranno. Ho fiducia che i bambini alla fine si riprendano. Ma ci sono ancora molte risposte che non abbiamo".

Nel frattempo, per cercare di far tornare i ragazzi in piena salute il più presto possibile, l'ospedale offre un trattamento su misura. Include esercizi fisici e respiratori e ha una forte attenzione alla riabilitazione neurocognitiva. Una delle evidenze sinora accertate dagli operatori sanitari è che i bambini, in genere, tendono ad avere infezioni più lievi o non mostrano alcun sintomo. Ma i medici confermano anche che sono esposti allo stesso rischio degli adulti di soffrire di sindrome post-Covid.