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Spagna: vittoria dei rider, tutta Europa valuta la questione

Di Redazione italiana
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Spagna: vittoria dei rider, tutta Europa valuta la questione
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In Spagna, il Governo di Pedro Sánchez, dopo un accordo con i sindacati, ha varato un decreto che riconosce ai rider lo status di dipendenti.

Come tali vanno stipendiati dalle piattaforme digitali per cui lavorano, come Deliveroo e UberEats, che devono corrispondere loro i contributi e l'assicurazione per la sicurezza.

"Migliaia di lavoratori saranno dipendenti stipendiati - dice Yolanda Diaz, Ministro del lavoro spagnolo - e godranno di tutti i diritti che questi ultimi vantano nell'ambito dei rapporti salariati".

Pietra tombale sulla gig economy?

Diversi Paesi dell'Unione europea si stanno muovendo nella stessa direzione:in Italia una sentenza ha comminato alle società una multa da 722 milioni di euro per violazione delle norme di sicurezza sul lavoro.

Il Governo francese potrebbe presto legiferare sul tema che è approdato al tavolo di Bruxelles: la tendenza a regolare questa forma di lavoro atipico, che ha fatto la fortuna delle compagnie che mettono in contatto la domanda e l'offerta, potrebbe segnare la fine della cosiddetta "gig economy", l'"economia dei lavoretti".

La risposta delle compagnie

Alcune piattaforme hanno deciso di passare ai contratti di lavoro:Just Eat Takeaway ha annunciato nel 2020 che smetterà di fare affidamento sui rider indipendenti.

A gennaio, la divisione francese del gruppo ha annunciato l'assunzione di 4.500 rider, offrendo contratti che vanno dalle 10 ore settimanali a impieghi a tempo pieno, corrispondendo il salario minimo.

Altre piattaforme sono passate al contrattacco, sostenendo che il loro modello di business garantisce flessibilità e controllo ai lavoratori, che possono scegliere quando e quanto lavorare.

In più, hanno messo in guardia sul fatto che molti di loro - in gran parte giovani o immigrati - rischiano di restare senza reddito se non potranno più lavorare come liberi professionisti.

Paese che vai, norme che trovi

La confusione sullo status dei corridori è sorta anche perché i processi aperti in varie sedi hanno avuto esito diverso.

In Spagna, la decisione del Governo è avvenuta in virtù di una sentenza della Corte Suprema di settembre, secondo la quale c'è un "rapporto di lavoro" tra i rider e l'app di consegna di cibo Glovo, con sede a Barcellona.

Anche nel Regno Unito, la Corte Suprema ha stabilito che gli autisti e i fattorini di Uber sono lavoratori, e non appaltatori indipendenti.

Opposto il caso della California, dove gli elettori interpellati da un referendum hanno dato ragione alle società.