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L'ampia maggioranza del governo Draghi al Senato

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L'ampia maggioranza del governo Draghi al Senato
Diritti d'autore  Yara Nardi/AP
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I primi numeri del governo di Mario Draghi sono quelli di una maggioranza amplissima. Nessuna sorpresa e una maggioranza conquistata in Senato con 262 voti a favore. Due gli astenuti e 40 i contrari: l'intero gruppo di Fratelli d'Italia, alcuni del Misto e 15 senatori del Movimento 5 Stelle, tra cui Barbara Lezzi e Nicola Morra.

Sono numeri superati nella storia della Repubblica solo dal governo Monti. Ma nel suo discorso programmatico Draghi aveva detto semplicemente: "Saremo il governo del Paese".

Oggi il voto alla Camera

La tabella di marcia è la stessa questo giovedì alla Camera: intervento in aula al mattino, voto di fiducia la sera, al termine del dibattito. Presto, forse già venerdì, il consiglio dei ministri completerà il quadro di governo con le nomine mancanti, di viceministri e sottosegretari.

Sarà l'ultimo passaggio prima di iniziare ad affrontare le sfide elencate in Senato da Draghi: dalla crisi sanitaria al vaccino dalla ripartenza economica al recupero delle ore perse a scuola. Fino alle riforme e l'emergenza climatica. Il lavoro comincia adesso.

Nodo dissidenti

Nel Movimento 5 Stelle oltre ai 15 contrari non sono risultati presenti al momento del voto altri 8 senatori. Sui "ribelli" deciiderà il direttorio a cinque, approvato a grande maggioranza dalla piattaforma Rousseau che ha cambiato lo statuto del Movimento.

Patti chiari

Parlando in Senato il presidente del Consiglio ha chiamato a "una nuova ricostruzione come nel dopoguerra", avvisando che "l'unità non è un'opzione ma un dovere" e che la scelta euro è "irreversibile".

Draghi ha delineato anche i primi dettagli del suo piano vaccinale. Archiviate le 'primule', i centri temporanei di vaccinazione nelle piazze, le somministrazioni avverranno in caserme e palazzetti. Ci saranno in campo 300mila volontari e l'obiettivo è di mezzo milione di vaccinazioni al giorno da aprile.