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M5S, grillini al voto: arriva il sì a Draghi

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Le consultazioni online del Movimento 5 Stelle danno ragione a Mario Draghi: il 59% dei pentastellati ha detto sì al presidente incaricato. Non un plebiscito, dunque: il via libera all'ex numero 1 della Bce è arrivato da oltre 44 mila iscritti alla piattaforma Rousseau; i no sono stati più di 30mila.

Anche l'affluenza virtuale non è stata tra le più alte con quasi 75mila votanti su una base di 120mila circa. Le operazioni di voto si sono chiuse alle 18: come nelle precedenti occasioni, il Movimento aveva chiamato i suoi militanti ad esprimersi sul sostegno a un esecutivo guidato da Mario Draghi.

Nel quesito si chiedeva agli iscritti se sono d'accordo a sostenere un Governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica. Poco meno di 120mila gli iscritti con diritto al voto

Da Di Maio a Speranza, da Fico a Spadafora, molti dei pesi massimi del Movimento avevano espresso la loro intenzione di votare sì all'ingresso nel nuovo governo, che può contare sull'appoggio di tutti i principali partiti, da destra a sinistra, ad esclusione di Fratelli d'Italia.

Tredici parlamentari grillini, contrari al governo Draghi, hanno contestato il quesito su Rousseau definendolo manipolatorio, e hanno criticato anche la decisione di rinviare il voto di 24 ore. Decisione che, stando al presidente della piattaforma Davide Casaleggo, sarebbe stata presa da Vito Crimi, capo politico del Movimento.

Tuttavia, permangono non pochi interrogativi sulla stabilità di quella che sarebbe un'ampia coalizione: alcuni analisti ritengono che i partiti stiano semplicemente temporeggiando in vista delle future campagne elettorali.

Andrew Medichini/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
AP PhotoAndrew Medichini/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.

"È chiaro che tutti questi partiti vedono questa come un'opportunità per riallinearsi - dice l'analista Cecilia Sottilotta, docente all'American University of Rome - in realtà, penso stiano già preparando la prossima campagna elettorale, la cosa più probabile.

Quel che accadrà probabilmente è che Draghi proverà a trovare soluzioni che in una certa misura soddisferanno le richieste di questa coalizione".

Luigi Di Maio ha invitato gli elettori ad esprimersi con un 'sì', sulla falsa riga delle "indicazioni" di Grillo e Giuseppe Conte, per il socio fondatore del Movimento invece "qualora vincesse il 'no' ci sarà da stabilire se il voto al nuovo Governo sarà negativo o di astensione".

Anche senza il sostegno dei pentastellati, dunque, Draghi avrebbe sufficienti promesse di supporto da molti altri partiti, per ottenere i voti di fiducia richiesti.

Tuttavia, il lasciapassare fungerebbe da indicatore di quell'unità nazionale auspicata dal presidente della Repubblica Mattarella, per un Governo concentrato sulla gestione delle crisi causate dalla pandemia.